PREFAZ10NE
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Ugo Serra, giudice di Arborea, se l’era inlesa segretamente col re Giacomo, eappena sbarcato Alfonso di lui figlio, congiunse le sue truppe alle Aragonesi e mos-sero all’assedio di Iglesias , la quäle fu coslretta a capitolare il giorno 7 di gennajodel 1324.
Poco dopo,inseguitoadunasanguinosabaltaglia data sottolemuradi Cagliari,giunsero gli Aragonesi ad occupare il castello, che era stato fortificalo dai Pisani e da essi chia-mato Castro: la cittä quindi dovette arrendersi, tanto piü che giä niolti feudatarj, scon-tenti dei Pisani, e tra essi i Doria ed i Malaspina, aveano giuralo fedeltä all’Aragonese,e favoritolo grandemente nell’impresa.
Una tregua stabilitasi fra le parti belligeranti sospese per poco il inomenlo fatalepei Pisani: ina dietro una nuova rottura, dovettero questi definitivamente abbandonare1’ Isola .
Cosi la Sardegna passava sotto il dominio Aragonese, il quäle perö non doveaessere lungamente paciüco: che giä sotto Alfonso, succeduto al padre, cominciarono ascoppiare piccole rivolte.
Pietro il Cerimonioso, nel 1342, dovette accorrere in Sardegna con numerosa ar-mata, perche il giudice d’Arborea Mariano IV, collegatosi ui Doria ed allri, si erasollevato e impadronilo di Cagliari .
Il re sbarcö a Porto Conte. La vicina cittä di Alghero che erasi sollevata controdi esso, era stata abbandonata dai suoi abitanti, temendo che il re troppo acerbamentese ne vendicasse: fu essa ripopolata da una colonia catalana.
Il giudice d’Arborea e gli altri feudatarj fecero la loro sominissione ; il re 1’ ac-cettö e concesse varj privilegi alle cittä di Alghero e di Sassari .
Ma quello che distingue specialmente il regno di Pietro, fu la convocazione degliStamenti dell’Isola, ordinata da lui e avvenuta nel 13GG nella cittä di Cagliari .
Questa benefica instituzione componevasi dei tre ordini: l’Ecclesiastico, formalodall’alto clcro con alla testa l’arcivescovo Cagliaritano ; il Mililare, a cui appartene-vano tutti i nobili ed i cavalieri dell’Isola; ed il Reale, che era formato dei deputatidelle cittä Sarde, e presieduto dal capo-giurato di Cagliari .
Era appena tornato in Ispagna il re, che Mariano d’Arborea c Sablerio Doria aveanoripreso le armi. Il re mandö a repriinere la sollevazione Piero di Lucca , il quäle itoad assediare Orislano, fu vinlo in battaglia e morto. I ribelli, approfittando della vit-toria, occuparono la cittä e il forte di Sassari .
Forse il giudice di Arborea avrcbbe soltomessa 1’ Isola tutla, chö gli Aragonesi,lontani, non aveano bastanti forze per combattere continuamente un nemico forte ein casa propria.
Ma ia pestilenza, che travagliö la Sardegna nel 1367, tolse di vita Mariano, autoreprincipale della ribellione.
A Mariano successe Ugo, il quäle conlinuö la guerra intrapresa dal padre, maper le sue crudeltä fu poco dopo ucciso, coli’ innocente figlia Benedetta, da’suoi stessisoldati ribellatisi.
Alla sua morte il Giudicato passö ad Eleonora, sorella d’Ugo, marilata a Branca-leone Doria.
Questa donna intraprendente e saggia e celebre per la promulgazione della cosldetta Carla de Logu , base del Diritto sardo, codice di savie leggi, cui gli Aragonesiestesero nel 1421 a tulta 1’ Isola .
Essa perö continuö con prospero successo la guerra cogli Aragonesi, finchö rirnasevittima, e Ia piü illustre, della nuova pestilenza che invase la Sardegna nel 1398.
Brancaleone Doria, Guglielmo conte di Narbona e Leonardo Cubello , marchese diOristano , profittando della contrastata successione del regno Aragonese, non si ristet-