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[Volume parto. Parte seconda.]
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LXXXIX
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alla rasa della sposa. La porta essendo rhiusa, picehiano pifi vnlte; e alla domandache f<nno que'i di dentro, rispondono che porlano amore e felicito.

Enlrali, sono accolli lietamente dai genilori e parenti della sposa. I! padre dellosposo presenla i doni alla sposa e riceve quelli che son fatti allo sposo. A questaciaseimo dei parenti dello sposo presenta un dono e ne riceve da essa un’ a ( tro.

Dope un teinpo piü o meno lungo, si celebra ü malrimonio. Ma qnalehe giornoprima, lo sposo, accompagnato da suoi parenti, rnuove a cavallo verso il paese dellasposa tenendo a lui dietro puecchi carri vuoti.

Gitinli alla casa della sposa, si metlono sui carri tntti gli utensili di cui la sposadeve prov\edere la casa maritale, e il convoglio rifä la via alla volta del paese doveabila lo sposo.

II convnglio e precednto da due zampognatori, dietro ai quäli segne una schieradi fanciulii e di donne, veslili a fest», i quali porlano le masserizie piü facili a guastare.Strano coslnme e quello per cui la piü bella faneiulla del paese porta sul capo lasecchia ornala di naslri e piena di fiori.

I carri sono tirati da buoi, adorni di nastri nella fronte e nelle corna, Le masse-rizie vi sono öisposle um grandissiina cura ; sni davanti appar scon> le gonfie c*>ltrici,seguono poscia i leiti, indi le sedie: le lavole, i eassoni, gli arredi di cucina e delpanifieio. ln coda ü la moia, alla quäle £ attaccato un asinello per una corda.

In alcuni carri coperli, che vengono dietro, sono varie aiuiehe o pareuli della spo*

sa le quali h«nno l’incarico di disporre la inobiglia.

Nel giorno destinato al matrimonio, lo sposo; accompagnato da un sacerdole, dai

piü prossimi parenti e dal cosl detli paraainß , o teslununj va iu grau eorleggiu alla

casa della sposa.

Questa, udendo la voce dello sposo, si gelta in ginocchio ai piedi dei geniloridomandando la loro benedizione.

Si passa quindi alla cerimonia d’uso nella chiesa, e quindi al convitto nuziale. Glisposi mangiano la minestra nello stesso pialto con lo stesso cucchiajo, bevono nellastessq bicchiere e si spartiscono ogni vivanda,

E inutile dire che i parenti e gli amici dello sposo presentano alla mensa i piübei doni che per loro si possa.

Finito il convitto, la couiitiva si dispo ne alla partenza verso la easa dello sposoPrecedono i suonalori di zampogna; segue indi lo sposo., tenendo alla destra la sposaportala su ua cavallo riccamente bardato e tenuto per la briglia da un pedone.

Vengono in seguilo i parenti in lunga tila a due a due, gli uounni dietro io sposole donne dietro la sposa.

La popolazione del paese dello sposo va incontro alla comitiva; per la strada lamadri di famiglia gittano biade esalc sulla sposa e per farleonore., facendo mille au*guri di felicilä.

La madre dello sposo, vedendo entrare la sposa, le va incontro e le geita la be-nedizioue del sale e del grano, poi la inlroduce nella camera ntiziale.

Segue quindi un con\ito, dove gli sposi mangiano ancora nello stessopiatto ebe-vono nello slesso bicchiere. Poi si baila, si canta e si fanno fuochi di allegrezza non*che allri diverlimenti.

In qualche paese si usa cbe la sposa nel giorno delle nozze non pronunzia unasola parola ma sedendo immobile e taciturua riceve le visite e le congratulazioui deiparenti ed amici.

Abili. La forma degli abiti usati dai Sardi ü assai antica. Tra questi nomineremoil Cületlu, che k una tonaca di pelli conciate cbe ebiude tulto il busto, stringesi couIsou 01 Sarosgka »n