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PREFAZIOXE
fetluare i diversi movimenli del corpo, e in certe scosse di braccia e di mani dabasso in alto.
Nel mezzogiorno deli’ isola questo ballo si eseguisce con gran serietä ; nellaparte saltentrionale ci si melte maggior anima, e vi s'innestano dai piü agili danza-tori cavriole e strilli di grazia di tratto in tratio, per maggiormente esilarare )a bri-gala.
Altre diversilä si risconlrano nelle diverse regioni dell’isola riguardo allo strumcntoadoperato per la danza. Cosi nella parte meridionale ordinariamente si balla al suonodelle cannelle, poche volle a quello del tamburino o del piffero. Nell’interno dell’isolainvece si usa di piü danzare al suono del tamburino. ln altri paesi si balla intornoad un coro di cantori.
Grande importanza poi si'mette nelle piii minute circostanze del ballo. Una sein-plice trasgressione sul modo con cui i ballerini o le ballerine si tengono per manopuö cagionare risse sanguinose.
A cagionc diesempio, le persone fidanzate o maritate possono congiungendo palinaa palma intrecciare ledita; ma guai aU’uomo che osasse operar cosi con una donriache non fosse sua moglie, ovvero con una fanciulla che non fosse disposto a sposare.
Altro diverlimento in uso presso i Sardi ü la Commedia da piazza. 11 luogo ordi-nario a ciö scelto h il peristilio o la loggia o la piaz/.etta siluata dinanzi ad unachiesa. La si canta, si balla, spesso intorno ad un bei fuoco, e si rappresentano farseo commediole da tener allegra labrigala.
Uno perü dei piü comuni divertimenti pubblici e la corsa dei cavalli.
In molti paesi di montagna, nelle occasioni di feste solenni, usnsi che tutti i gio-vani montati a cavallo, corrano presso la chiesa finche durano i divini uflicii. In altriluoghi, nella sera della festa, si corre il pallio , e prima gareggiano i cavalli quellograndi, poi i puledri. L’arringo dei cavalli e talvolta lungo da 4 ad 8 chilometri;dei puledri ü la metä.
Ordinariamente si propongono tre premj ai cavalli, pei primi tre che arrivano aliameta, ed uno per i puledri. Questi sono poi montati da ragazzi. In queste corsg si os-servano molta rassomiglianze con quelle che usavano i Greci.
Vi sono dei paesi. in cui costumasi correre , come si dice la rocca, dopo esserestata data agli sposi la benedizione nuziale.
Consiste la corsa della rocca in questo, che quelli delle due parentele i qualiabbiano i migliori cavalli, danno spettacolo alla lieta comitiva gareggiando a 11a corsapresso la chiesa; e chi siasi riconosciuto vincitore, ottiene di portare la rocca, la quäleper questa solennitä 6 adornata di molti nastri e lavorata con grande studio.
Specialmente nei Campidani, ü in uso anche la lotta dei piedi. Essa consiste inciü, ehe i due ehe vogliono loltare, si danno vicendevolmente dei calci, tenendosi cia-scuno appoggiato sugli omeri di un altro che serve di padrino.
Uno di essi comincia dal dare col piede dei colpi in aria; quindi alternativamenteuno assale, 1’altro para i colpi stornaudo i colpi nemici, e quindi accompagnando imovimenti con grida, finche per la stanchezza o pel dolore di qualche colpo ricevuto,uno di essi si da per vinlo e cessa.
Accade talora che la lotta finisca con la rottura di qualche gamba, non valendoa difenderla l’increspata gambiera di pelle ehe si adopera.
Sponsali. Quando un giovane desidera in moglie una fanciulla d’ altro paese, e siaassicurato che la domanda sarä gradita, rnanda un suo parente od amico a chiederlain isposa.
La domanda e la risposta si fanno allegoricamente: poi si fissa il giorno in cuisi scambieranno i regali.
Nel giorno fissato il padre dello sposo, o chi ne fa le veci, va con alcuni parenti