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[Volume parto. Parte seconda.]
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DOM

mento di Villamassargia, provincia d’ I-glesias (Tribunale di prima cognizione diCagliari, diocesi d’ Iglesias ).

Dista cbilometri 10 dal capoluogo dellaprovincia.

Ha una popolazione di 1860 abitanti;il numero delle case e delle famiglie bdi 576.

Questo villaggio 6 situato appife delmeinte di S, Giovanni, entro una convalleirrigata da parecchi rivoli.

II clima b piuttosto ardente, e 1’ arianon salubre: le nebbie spesse, e talvoltamicidiali.

II terriforio non b molto esteso, e pergran parte montuoso; 1’ abitato & postoin una delle sue estremitä, nel fondodella valle.

II suolo b abbastanza ferlile: i generiseminati sono grano, orzo, fave, cicerchie,legumi.,11 grano e l’orzo frultifieano ildecuplo: ma i legumi riescono di buonaqualitä e se ne fa molto smercio ne’pae-si vicini.

Le alture sono vestite d’ alberi frulti-feri: vi dominano gli olivi.

Trovasi anche qaalche selva, dove sifa buona caccia di selvaggiume, come le-pri, pernici e simili.

Nell’oecasione della solennilä dell’As-sunzione si tiene nel paese una fiera, coninlervento di non pochi forestieri dalleterre circostanti.

Non lontano dal 1’ abitato sgorgano inalcuni siti acque rnincrali e termali, cheraccolte riuscirebbero di grand’ utililä;ma lä mancanza di un locale adatto fache nessuno se ne euri.

Sussistono rovine dell’abbandonato vil-laggio di Sebatzus.

Osservabile e una caverna o grotta, det-ta di S. Giovanni.

ln questo terriforio, all’ estremitä del-l’abitato e presso alla via che conduce adIglesias , trovasi un nuraghe che e de’ piübelli dell’Isola .

Questo villaggio fu posseduto in feudodai conti della Gherardesca, i quali viinalzarouo un castello, di cui restanopochi avanzi.

DO MÜS NOVAS CANALES. Comunedel inandamento di Ghilarza , nella pro-vincia di Orislano (Tribunale di primacognizione di Cagliari, diocesi d’Iglesias )

Dista cbilometri 8 dal capoluogo delmanrlamento.

Ha una popolazione di appena 16t abi-tanlii il numero delle case e delle fami-gbe non supera le 49.

DOM 57

Questo villaggio giace in un seno delmargine del pianoro che sorge alla de-stra del Tirso, propriamente in faccia allevante, di maniera che b nascosto aglialtri venti.

Giace geograficamente ai gradi 40° 8’di latiludine e 0° 12' di longitudine oc-cidentale da Cagliari .

Grande b il calore che vi si soffre d ’e-state, dolce la temperatura nell’inverno;1’ aria salubre.

Ameno b 1’ aspetto del paese, frondeg-giato negli interni cortili da olmi e daalberi fruttiferi.

L’ abitato b composto di due rioni,l’uno dei quali superiore, l’altro inferiore.

La maggior parte degli abitanti alten-de all’agricoltura: ciascuna casa b fornitadi un telajo per la fabbricazione di pan-nilani.

Nella chiesa parrocchiale, governata daun rettore, veggonsi dodici Statue di le-gno dorato, rappresentanti i dodici apo-stoli, che sono reputate lavoro di moltopregio.

Il suoto riesce di una fertilitä straor-dinaria. 1 generi seminati sono granoorzo, lino e fave.

Il grano fruttifica all’ ottuplo, le faveal decuplo, l’orzo poco raeno: considere-vole b il prodolto del lino.

Le piante ortrnsi vegetano felicemente;delle fruttifere se ne trovano di mollis-sime specie.

11 terreno b assai propizio alle viti; ilvino bianco che se ne ricava si distingtiesopra gli altri della provincia per forzae guslo.

Si fa qualche traffico del grano, dellino e del vino.

Non sono molti gli alberi ghiandiferi,ma se ne trovano di quelli che hanno unacirconferenza di 4 metri e piü.

Fra gli animali selvatici, numerosissimesono le lepri: v’ ha anche copia di per-nici e di colombi.

Sotto I’altare della cappella di S. Giu-Iiano e una fonlana d’aequa ritenuta efti-cacissiina in molte malattie e perciö te-nuta come sacra.

11 territoriu k bagnato da due rivolidenoininati l’uno il Sidda, l’altro il Seu-n«: quest’ ultimo notevole per una bellacascata. Sono ambidue confluenti del Tirso.

Sussistono vestigia di un castello delMedio Evo snlla cmia di un colle, e nellaestensione del terriforio si contano dacinque nuraghi, nonchü uno di qneimonumenti, chiamati sepolture di giganti.