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co dei prodotti del suolo e della pasto-
rizia, ascende a 900 mila lire circa.
I varchi per cui da quesla provinciasi entra nelle circonvicine sono : la goladi Cornoline, per cui si va nella pro-vincia di Nuoro ; quella di Taccu-Isara,per cui si va nella Barbagia-seulo, l’Arcodi Buddini che melte nel Campidano, ela gola di Gonnisaltu per cui si entra nelterritorio di Carbonara.
Queste vie di coraunicazione, difficilis-»ime per l’asprezza dei luoghi montuosi,e per i fanghi invernali nei luoghi piani,sono forse la causa principale per cui l'in-dustria ed il commercio poco fioriscunonella provincia.
L» popolazione che nel 1838 aseendevaa 25,743, ahitanti, nel 1848 sali a 27,530,dei quali 13,950 maschi e 13,580 fernmi-ne, nel deceunio v’ebbe dunque un au-mento assoluto di 1787 abitanti, ed unaumento relaiivo di abitanti 6,94. per 100.
All’istess’epoca il nutnero delle ca-se era di 6177, e quello delle famiglie6633.
II censimento della popolazione bttonel 1848 offrei segoenti dati stalislici sullaJslruzione degli abitanti.
In quell’epocH i maschi che non sape-vano leggere ne scrivere erauo 13,211;quelli che sapevano snltanto leggere 155;quelli che sapevano leggere e scrivere584.
Le femmine che non sapevano nü leg-gere nö scrivere erano 13549; quelle chesape>ano soltanto leggere 9; e quelle chesapevano leggere e scrivere 2211
LaNUSEI . (ittä capoluogo della pro-vincia del suo nome sede del Tribunaledi prima cognizione (Diocesi di Oglia-stra).
Dista chilometri 33 da Seeci.
Ha una popolazione di 2005 abitanti;il numero delle case 6 di 469, e quellodelle famiglie di 482.
E situata ai 39. 52’ 30” di latitudinee 0. 25’ 30” di longitudine occidentaledal meridiano di Cagliari .
Giace sopra uu piano inclinato, a con-siderevole altezza sul livello del mare.
Vi dominano specialmeute i venti bo-reali: il freddo vi ü inollo intenso, 1’ u-midilä talvolta grandissima, 1’ aria ordi-nariamente salubre e pura.
Il territorio e nella massima parlenionluoso; le piü nolevoli eminenze sonoi Monti Serrarmidda e Tricoii; nolansi an-che le due colline Pauli e Aslili. Le roc-cie sono comunemente composte di gra-
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nito; vi si trovano in copia licheni. Lespecie piü comuni del selvaggiume sonoi niufßoni, i cervi, i daini e le lepri.
Gli. abitanti attendono di preferenzaall’ agricoltura.
I generi che soglionsi seminare sonoorzo, fave e legurni.
II vigneto prospera ; i vini moscatellovernaccia e monica sono eccellenti, tantoche i Genovesi ne fanno gran commercio.
Abbondano i fruttiferi quasi di ognispecie; piü numerosi sono i peri, i ci-liegi ed i castagni.
Anche.gli olivi ed i gelsi sono colti-vati con qualche cura..
Fra le chiese distinguesi la maggioreper antichitä e per oggetli d’ arte.
I luoghi circonstanti a Lanusei sono:Trrtenia, a cui si va in 5 ore, Gairo, dove,si va in 2 ore, Arzana in un’ora, Tortoli in poco piü di 2 ore, libono in 25 mi-nuti, Soceri in un’ ora.
II corso ordinario della vita ü di 60anni, le raalaitie piü frequenti le infiam-mazioni e le Lbbri perniciuse.
Laboriosi, docili, pacifici sono. gli abi-tanti di Lanusei .
In Lanusei 6 un Isliluto d’ istruzionesecondaria in cui s’insegna sino alla ret-.torica, nonche alcune scuole elementari;contasi anche un istituto di benelicenzasotto il tilolo di Opera pia Sulis.
II guadagno tannuo che si cavano i La-nuseini dallo sinercio dei prodotti agrarje pastorali ü calcolato di 40 mila lire.Al tempo dei Romani abitavano in que-sti dintorni i popoli Sulcilani e Portice-si; al ristabilimento della näzionaliläsarda, il territorio di Lanusei fece partedel Giudicato di Plumino.
Nel secolo XIII se ne inipadronivano iGiudici di Gallura, che vi erigevano ca-strlla, ed un secolo dopo i Pisani.
Nella eslensiono del territorio di La-nusei sussistono 4 nuraghi quasi affattodemoliti.
LARO, o rio di Quirra , ha le sorgentinelle vicinanze di lerzu , e doplo 21 mi-glia di corso mette in mare rimpetto al-I’ isola di Quirra . La sua direzione e permiglia 19 ad oslro , e due verso levante;riceve pochi rigagnoli alla sinislra dallependici di Serramari, in maggior copiaalla destra, ove aflluiscono, tra altri, il rioBrorna, che scemle da maestro per miglia5 e mezzo e confluisce a due terzi di mi-glio ad osiro-scirocco di Tertenia ; il rioFarore che scorre nella medesima dire-zione per piü di miglia 4 ed entra nef-