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possesso di questa sede il 23 gennajo,rinunzio io marzo dcl 1805; mori cano-nico di San Dionigi nel 1831.
5) 1805._ Ireneo \oes de Solle, nalo
ad Auch , giä vescovo di Digne, trasferitoa quesla sede il 28 gennajo del 180B; fueletto aroivescovo nel 1817, rinunzio il21 novembre del 1823; mori a Parigi il31 dicembre 1824.
4) 1824._Francesco Maria Bicex, nato
a la Balme de Thuy, nel Genevese, giävescovo di Pinerolo , traslato a questasede arcivescovile il 18 luglio 1824; moriil 19 febbrajo 1827.
5) 1828. _. Antonio Martinet , nato a
Queige, ncll’Alta Savoja , il 22 aprile 1760,giä vescovo di Tarantasia fino dal 19inarzo 1826, e traslato a quesla sede conbolla del 27 gennajo 1828, cavalicre GranCroce, deeorato del Gran Cordone deiSanti Maurizio eLazzaro; mor) il 6 mag*gio 1830,
6) 1840. — Alessio Bildet , nato alleChapelles, nella provincia di Tarantasia ,il 28 febbrajo 1783, giä vieario generaledi Chambery , indi vescovo di San Gio-vanni di Moriana sino dal 19 marzo 1826;Gran Cordone dell’ordine de’Santi Mau-rizio e Lazzaro, traslato a questa sede il27 aprile 1840.
Biografia.
Chambery die i nataii a parecchi uo-mini che si segnalarono pel loro sapere,i loro talenli e lc loro virtii; tra’ quali Jsono i piü notabili: lo storieo EinanueleFiliberto de Pingon; il padre Le Challe,gesuita, abile mateinatico; PingegnereDucia; J' ineisore Delallee; il piltore Paul,i eui lavori ad olio sono pregiati; Fran-cesco Berenger, la cui copia di San Giro-lamo del Corregio e proclamata da Mengs un vero capo d’opera; il conte de Mäi-slre, autore del Lepreux de la valleed’Aosle, e del Foyage autourde ma cham-bre.; il conte Giuseppe de Maistre , cheha scritto il libro: Du Pape e les Soi-rees de Saint Petersburg, uomo di genio;il signor Raymond che ha redalto lungotempo il Journal de Chambery. A questidevono essere aggiunti i noini di Faver-ges, Millet, Oncieux, abate di Saint-Real,Costa, Albanis-Beaumont, e del generaleBoigne.
La vita di quest’nltiino, piena d’avven-ture, fa di lui un personaggio storieo.Avevn 22 anni quando, essendo enlratoal servizio della Compagnia delle Indie,
SAVOJA
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si recö a Madras nel 1777. Dopo quattroCampagne, vedendo che la sua qualilä distraniero era nn ostacolo al suo avanza-mento, parti per Delhy, nel Mogol, i cuiabitanti erano da lungo tempo in guerracon li Jalti. Egli otferse i suoi servizi alprincipe Marallo Mandajy Scindiah, ehesosleneva un’accanita lotta contro i Rajahsuoi vicirii.Nel 1785 il giovine Boigne g!iallesti due battaglioni all’europea , e benpresto dappoi ebbe il comando di un corpodi 3000 uomini, coi quali guadagnö la Lat -taglia di Jannah-Paanah, io che gli valsede’ cospicui presenti. La morte del prin-cipe venne a porre un termine alle sueimprese gnerresche; nelmedesimo tempola sua salute rendendogli necessario itclima d’Europa , egli ritorno nel 1796 conuna fortuna che si faceva auimontare a15 miiioni; sposd una damigella d’O-smond, e rientrö in patria ad usare no-iiilmente dei tesori de’ quali la Sorte gliera stata larga. Mori anni sono.
Dialetto.
A Chambery si parla un puro francese .I paesani della Savoja lo intendono tutti,e parecchi ne fanno pure uso. 11 dialettosavojardo differisce soltanto nella pronun-zia. Quello di Chambery e un uiislo divoci latine cd ilaliane corrotte, quali so-no, per eseinpio, avo , eolomb, arenne ..campanne, upioSj adduire^ bou, pra, ve-sti, gaula ecc. Il signor Verneilh diededegli esempi dei tre principali dialetli diSavoja pubblicando una Uistoire de VEn-fant prodigue. Noi ne riporteremo sola-mente il primo paragrafo per darneun’ idea:
Dialetto del territorio dei Bovili, inquel di Chambery . — On homo avaidues enfans dont le pe joaino desait ä sonpare: pare, baillez me le bien que dedaivo pe ma partj et i lonpartadia son bin.
Dialetto dell’Alta Tarantasia , in queldi Moütiers . — Oun hommo avey du gar-po«j doun le pi zouveno diy ä sonn pä-re: pare, bailtes me so que me de y re-eeny de voussoun bin: et li pare leu fu-chylo parlarho de soun bin.
Dialetto d’Aiguebelle, in quel di Saint-Jean-de-Maurienne . — On homrnoz ayevedous enfans, dont le plus zueno a det äson pare: mon pare, baillez ce que daime revenir de voutron bien j et le pareleur fit le partazo de son bien.