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nemente nella cittä di Rumilly , gli abi-tanti con fuocbi e straordinarie lumi-narie vollero manifestargli la gioja loroper Ia sua venuta; ma a quell’epoca nonessendo le case coperte che di tavoledi legname, la cittä per 1’ imprudenzad’un cittadino fu ad tratto tutta in flammee un forte vento ajutando l’incendio, tuttele case principali e le botteghe furonoridotte in cenere. II duca fece subito di-stribuire delle somme considerevoli ai piiiindigenti, e dopo riconosciuti i dannicausati da questo incendio, per confor-tare gli abitanti a rifabbricare la lorocittä, accordö loro per sue lettere patentidate a Torino li 17 novembre del mede-simo anno: l.° Clie per 50 anni non pa-gherebbero a! suo tesoro ducale alcunataglia , sussidio o imposizione di sorta ;
2. " Che durante il medesimo lempo imercatanti di Rumilly sarebbero esoneratidal pagare qualsiasi diritto di pedaggio,diritto di ponti e gabella ne’ suoi Staticosi al di qua cotne al di lä dei monti;
3. “ Che i mercati e le fiere di Rumilly sarebbero liberi e franchi, senza che perveruna cagione si potesse arrestare, mole-stare o imprigionare i mercatanti e nego-zianti che vi si recassero. Con altre pa-tenti del 28 febbrajo 1B32 il medesimoduca passando per Rumilly concesse agliabitanti di questa cittä gli stessi privi-legi, de’ quali godevano quelli di Cham-bery.
Dopo che Emanuele Filiberto rientröin possesso de’suoi Stati, ritenne nöcessa-rio di fortificare Rumilly e di difendernegli aditi sulla strada di Ginevra e diSeyssel, per i quali i partigiani dellalega e dei protestanti s’erano successiva-mente introdotti in Savoja, e vi avevanoeccitati tumulli. Per opporsi ad ogni in-cursione straniera , e rompere i legamiche i capi loro avevano nel paese eglifece nel 1568 erigere il forte dell’Annun-ziata nel comune di Sales, e vi pose agovernatore Pietro di Maillard de’ Tour-non, al quäle successe, nel 1589, Amedeode’ Geradix di Sonnaz. Nel medesimotempo avendo appreso Carlo Emanuele Iche Sancy alla testa dei Ginevrini eraentrato nel Chiablese e nel Faucigny , eche saccheggiava la provincia del Gene-vese, risolvette di fare di Rumilly unapiazza d’arme capace di coprire la capi-tale e le altre provincie del ducato controle incursioni dalle quali erano continua-mente minacciate dagli abitanti di Gine-vra e dai Bernesi loro alleati. A tale fine
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egli fece riparare le antiche fortificazionidel castello e della cittä di Rumilly e co-strurre un forte regolare nel sitodel con-fluente del Cheran e dell’Epha (Nel Tea-tro di Savoja vedesi l’antico piano sceno-grafico di Rumilly ). Il medesimo ducaraccolse intorno a questa cittä un esercitodi 12,000 uomini di fanteria e di 2500 diCavalleria, col quäle avendo preso la stradadi Frangy e di Chaumortt, egli cacciö inemici dal baliaggio di Ternier, dalpaese di Gex, dal Chiablese , e dal Fauci-gny, e termino gloriosamente questa cam-pagna colla pace di Nyon stipulata colcantone di Berna il primo ottobre del-l’anno 1589.
Leprove molteplici di zelo, di attacca-mento e di fedeltä che gli abitanti diRumilly diedero al loro sowrano durantequesta guerra, lo determiwarono a con-fermare tutti i loro privilegi e ad ordi-näre alla Camera dei Conti di registraretutte le concessioni che erano state fattead essi dai principi della Casa di Ginevra nel 1291, 1320, 1372 e 1376, e dai duchidi Savoja nel 1418 , 1440 , 1448 , 1469 ,1475, 1498, 1505, 1518, 1532 ecc., loroconfermando all’uopo il godimento dellamontagna di Moye, i dazi sul vino e sulgrano, il diritto di pesca in tutte le acquedel mandamento e quello di reggere illoro comune a mezzo di un grande e diun piccolo Consiglio , come e particola-reggiato nelle lettere patenti del 31 gen-najo 1607 e nel decreto della Camera deiConti di Savoja delli 20 giugno del mede-simo anno,
Tante prerogative strinsero ognora piiii legami di devozione e di fedeltä chegli abitanti di Rumilly professarono inogni tempo al loro sovrano. Nella guerraehe Luigi XIII fece nel 1630 al ducaCarlo Emanuele I , vedendo che il fortedi Montmeilan resisteva all’esercito fran-cese, fidando nel loro coraggio e nelleloro fortificazioni i borghesi di Rumilly risolsero di resistere alle armi di Francia e rigettarono con isdegno la capitolazioneonorevole che il re fece loro proporre almodo di quelle accordate alle cittä diChambery ed Annecy . Irritato per la loroestinatezza e per una resistenza che nonera acconsentita dalla debolezza della piaz-za, Luigi XIII ordinö al maresciallo du-Hallierdi attaccareregolarmente Rumilly .Il forte dell’Annunziata fu preso e demo-lito; dappoi il cannone avendo fatto lar-ghe breccie nelle mura della cittä, l’eser-cito francese vi entrö trionfante.