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[Volume parto. Parte seconda.]
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Rumilly era giä per essere tuUa sac-cheggiata ed incendiata, quando il coinan-dante della divisione francese , avuta no-tizia che erano nella ciltä tre giovanetteDe-Peissieux de’Salaigne, parenti del ma-resciallo Du-Hullier, una delle qtiali reli-giosa Bernardina, fece dire ad esse cheuscissero tosto dalla cittä e si recasseropresso di lui per non essere travollenella ruina totale imminente alla loropatria. Animate da puro patriottismo, essefecero rispondere al comandante che pre-ferivano di morire co’loro compaesanipiutlosto che ahbandonare in una cosicalainitosa circostanza i loro parenti edamici.

In queslo mezzo la borghesia, in tanlaurgenza, s’ era radunata per inviare alquartier generale la bernardina De Peis-sieux con una deputazione de’ piu nota-bili del luogo. Questa rcligiosa implorola clemenza del vincitore e disarmö la suavendetta. Fu rivocalo l’ordine d’incendiarela cittä, la quäle non provö che per un’orail saccheggio de’soldati, a’quali fu in-giunlo di rispeltare lutte le proprietä ele personepure chefossero trovale nellecasedelle giovani De Peissieux, le quali fu-rono poste sotto la salvaguardia della lealtafrancese . Questo attodi clemenza salvö glieffetti piu preziosi della ciltä di Rumilly .Ma l’antico castello, il forte di Cheran, leporte e le mura furono rase e lale smari-tellamento fu eseguito da una pavte del-l’esercito sotto gli ordini del colonnelloClaudio Francesco De Joly.

Dopo la pace di Cherasco, che ristabilila buona armonia tra Savoja e Francia ,Yittorio Amedeo I per indennizzare i bor-ghesi di Rumilly dei dauni causati lorodalla guerra, gli esentö da tulte le tagliee dai sussidj per i boschi che possede-vano nella loro citlä e nel suo manda-mento; accordö ad essi il privilegio deltiro dell’archibugio, e Madama Reale Cri-stina di Francia , duchessa , reggente diSavoja , con sue lettere patenli del 28 ot-tobre 1648, deterininö che in perpetuo ilborghese che abbaltesse tre anni di se-guito il pappagallo sarebbe esente durantela sua vita dal pagare alcuna taglia, im-posta e gabella qualsiasi. Queslo privilegiofu pure confermato da Carlo Emanuele II li 24 giugno 1074 e succcssivamente daire di Sardegna.

Rumilly ridivenne citlä fiorente versoil 1670 e parecchie famiglie distinte dellevicinanze vennero a stabilirvisi. Esse ri-corsero a Carlo Emanuele II per otte-

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nere una novella amministrazione muni-cipale che avesse l’esercizio della giurisdi-zione di polizia nella cittä e ne’ sobbor-ghi; domandarono che un Consiglio per-manente fosse incaricalo esso solo degliinteressi'della cittä e della organizzazionedella milizia urbana durante il tempo deltiro dell’archibugio e della festa del pap-pagallo. Questo principe con sue letterepatenti delli 6 febbrajo 1671 stabil! dap-prima nella cittä di Rumilly un Consigliocomposto di 56 consiglieri, .de’quali 12erano nobili, e presieduto da tre sindaci;lo ridusse in seguito, li 14 agosto 1674,a 24 membri ed esonerö dagli alloggi diguerra i cinque capitani della cittä inca-ricati dal Consiglio d’esercitare la gioventüal maneggio delle armi ed alle evoluzionimilitari durante la festa del pappagallo.Queste disposizioni del duca Carlo Ema-nuele Il furono ancora modificate li 27aprile 1679 da Madama Reale GiovannaBattista Savoja-Nemours , che aboli persempre il Consiglio generale dei borghesidi Rumilly . Don Carlo-Francesco Riccar-di, consigliere di Slato e intendente ge-nerale del ducato di Savoja, essendo statoin seguito informato che 12 consiglierierano suflicienli per amministrare la cittädi Rumilly , vi ordino un nuovo Consigliopermanente, con sua ordinanza delli 10luglio 1718, e lo compose di quattro no-biii e di otlo borghesi, fra i quali dovevano essere scelli i tre sindaci annuali.

Rumilly oltre la sua cliiesa parrocchiale läbbricala verso l’anno 1125 da Airnone II,conle del Genevese, aveva prima della ri-voluzione del 1792 un convenlo di Cap-puccini stabilito nel 1612, una casa diBernardino, che fu la prima di questacongregazione nel 1622; un convento diVisitandine fondato da Santa GiovannaFrancesca Fremiot di Chantal, nel 1628,e un collegio di preti dell’Oratorio. QuestiPadri furono incaricali dell’insegnamentodelle classi di grammatica, di rettorica edi tilosofia dal 1651 sino al 1769, nel quältempo la direzione del loro collegio fu af-fidala a preti secolari, pagati dalle regielinanze in forza di particolari disposizionidel re Carlo Emanuele III . I preti del-l’Oratorio ebbero ordine di abbandonareRumilly nel 1769 ; i beni fondi ed i cre-diti ch’essi rimisero ai sindaci e consiglidi Rumilly eome appartenenti al collegioed allo spedale di questa ciltä furono sti-mati importare lire di Savoja 74,455. 19.

Rumilly nei secoli XVI e XVII era laresidenza delle ca$e di Conzi6, di Mon*

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