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Della invenzione del micrometro per gli strumenti astronomici / studi di G. Govi
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DELLA INVENZIONE DEL MICROMETRO

PER GLI STRUMENTI ASTRONOMICI

INTRODUZIONE

!n uno studio « Intorno allo scopritore di una singolare illusione ottica »,pubblicato nei Transunti dell Accademia dei Lincei ( 1 ) del issa, si legge laseguente notizia: « Eustachio Divini , da San Severino (lantica Septempeda)» nelle Marche , fu asuoi tempi lavoratore espertissimo di lenti e docchiali» dogni maniera, c fin dal t649 aveva imaginato di collocare in un suo Can-» nocclriale una graticola di fili sottilissimi , sostituendo all oculare concavo» usato dal Lippersheim e da Galileo, una lente oculare convessa, per poter» vedere con essa la graticola , e delineare cosi facilmente I imagine della» Luna , la quale, con tutte quante le sue macchie, veniva a dipingersi su» quella ; preludendo in tal guisa ai primi micrometri del Gascoigue , de!» Montanari e dell Huygens . »

Siffatta notizia relativa al Divini era stala tratta dallOpera del Targioni Toz-zelti : Atti e memorie inedite dell'Accademia del Cimento, ecc. ( 2 ), dove, nelTomo i°, alla pagina 240, si dice che Eustachio Divini , riconoscendo e volendoonorare la molta autorità scientifica del Granduca Ferdinando II deMedici . . . .« principiò col dedicargli nel 1649 una Tavola in Rame di grandezza di foglio,» che rappresenta le scoperte da esso fatte cosuoi Canocchiali della Faccia della» Luna piena , e della crescente o falcala, di Venere falcata, di Giove colle» zone, e coi Satelliti, e di Saturno collAnello, colla seguente intitolazione:» Sereniss. Etruriae Magno Duci Ferdinando Secundo ócc. ócc. » (*).

« Questa Tavola volante, assai rara, e che comprai dalla Libreria del Dott. 1 '» Antonio Cocchi , è rammentata dal medesimo Divini a c. 59 della sua Lettera

» Conte Antonio Manzini, dove si ragguaglia di un nuovo lavoro e componi-

» mento di Lenti , che servono ad Occhialoni, o semplici o composti, stam-» pala iu 8. in Roma , colla data 15 Luglio 4663 ».

Il passo della lettera del Divini ( 3 ) al conte Cari Antonio Manzini, di cui

parla il Targioni, è il seguente :

O Codesta iscrizione sarà data per intero nel seguito di questo scritto.

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