11cuocerſi nell acqua, e può digerirſi a forxa di vncalore vmido. Omuis enim coctio q calore hu mi-1 eſt elixatio,& ideò omne alimentum eſt quidelixabile, conforme alla dottrina d' Ariſtotelelib. z. de Auim. cap. q.& lib. 4. Meteor. cap. 3. delBuonamico liba. de Alim cap 3. e del Mercuria-letras. de Vino. cup: 3. Or, ſe que' Miſti, cheſono denſi, duri, e aſciutti in grado eccell ente,come ſono il legno, il ſaſſo, il metallo, perchènon an capacitd d' eſſer leſſati, e cotti a forzaden calore vmido, noa an per ciò ragione al-cuna di proprio: e vero alimeato noſtro, e meatteſtano il Buonamico nel ſuogo ſopracitato, eAlberto Magno nel libro de nutrim.& nutrib po-tra egli eſſere, che conuenga ragione alcuna diproprio, e di vero Alimento al Pepe, e al Cinna-momo, Aromati deuſi, duri, aſciutti, e incapacideſſer leſſati al pari d ogni arido ſegno?
Quarto, perchè ogui proprio, e vero Alimen-to è vn Miſlo, che dal calore vmido del noſtro tẽ-peramento può eſſer vinto, e perciò alterato,cor retto, e tramutato in Chilo, e in sangue, cioèin ſuſtanze ſimiliſſime nel temperamento alla ſu-ſtanza noſtta. Cosi H inſegna Galeno Com. 1Hippoc rat. de rat. vict. in ac u. lib.. ſi mpl. medi-cam. cap. l.& lib. z. de nat. fac. cosi Fortunio Li-ccto lib. a. de his, qui di,&. cap. 25. co Zacchia
0. 2.