mano Ippocratico-
cine f dice ii peſ ſulſ vouονοι
112il sig. Dottore;& io lo credo per efferli corteſe. Ma chisd, dice! Autor della Replica,che non aueſſero di naſcoſto qualche Mimento,di cui poteſſevo cibarſi. A tai pr po. ‚ο“.uiene di auer letto di vn tale nominato Antonio,qi cui fa menꝛione il Panormitano , il quaſe peracquiſtar home di Santo viſſe per pid tempo inapparenza ſenxa alcun cibo, e ſenza here, ſe non,ehe di ſera in tempo di cena ſi nutrma di naſco-ſto qi candele compoſte diaucchero, di cannel-
1a, di rarmi di Gaſline; e di Fagiani acconce conarte, e coperte di ſegos ne gi mancaùa ancꝰ d
bere il vmo, che teneua nelſu cinta in alcuni bu-chi, e cauature; doue riponeua il vino, che chia:Dobbiamo conformarſi alt vſo, e Regole diS. Chieſa, che ci perimette il vino,& altre coſein tempo di Digiuno fuori dele ſolite refeztoni,e che anno del hutritiuo ſenza punto violare'oſſeruanxa deb Digiuno, ne dobbiamo cercare,
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In fte io prego il Signer Dottot Felini/di
ſculat e ſe pregati di de la mia opHione in-tornogd quefta queſttone. cohiHbe rt flſoſoficahe detto if mi fen in ohe nj¶ꝭm n voritatis.Nammenc andes chene tra g Angel Beatilegulron qualche Hata diffenſieni; e parerrdi-
r b cuuerſi