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Ed ecco 1’ epoca , in cui il nostro Stefano cominciò ad esercitare in No-vara , allora Capoluogo d’ una vasta Provincia del dominio Sardo 1’ impie-go d’ingegnere nella costruzione di fabbriche d’ogni maniera, nella con-dotta delle Acque a nuove irrigazioni , e in tutto ciò , che appartiene al-la detta sua professione coti quel felice incontro, che dimostrano l’affluen-za continua delle pubbliche e private commissioni , e del credito grande ,cui è salito in questi diacesette anni. Nel Dicembre del 1802. è stato e-letto Ingegnere Dipartimentale del Dipartimento dell’ Agogna , di cui èCapoluogo Novara. Nel Febbrajo poi del 1804. con approvazione del (go-verno è stato nominato Consultore Idraulico del Magistrato delle Acqiuedel prefato Dipartimento. Essendosi in oltre con I. e R. Decreto delti 6*Maggio 1806. instituto pel Regno d'Italia il Corpo degli Ingegneri desileAcque, e Strade (b), nella organizzazione del medesimo S. A. I. il Prin-cipe Vice-Re ha. graziosamente conferito al nostro Marchioni Stefano ilgrado d’ingegnere in Capo,unendolo in tale qualità al Dipartimento desi-la Agogna, (c) Quest’ ultima onorevole carica , che può essere rigua r-data qual ricompensa del di lui merito accresce non poco il di lui cre-dito, e gli apre una via da correre ancora più luminosa. E’ giustametn-te da osservarsi nell’ Ingegner nostro Marchioni la prontezza , con cui discuto-pre le difficoltà , che spesso s’ affacciano nell’ eseguire le incombenze delllasua professione , e molto più la facilità nel ritrovarne gli opportuni com-pensi ; siccome ancora la chiarezza singolare nell’ esporgli a voce , e in
nosciute Cave di Baveno con tutta la perfezione dell’ arte. Mentre si eseguiva fuosservata dagli Intendenti , e lodata assaissimo la semplicità della macchina in-ventata dal nostro Direttore , onde furono innalzate , e collocate con somma Jfa-cilità al piano delle campane le otto colonne di straordinaria dimensione. L’ .al-tezza di siffatto piano è di braccia milanesi 85. Il diametro poi delle Colonne: èdi braccia 1. e tre quarti.
(b / Nel Giornale Italiano del 1806. al Nura. i 43. si può leggere tutto estesoquesto R. Decreto.
(c) A conoscere di quale importanza sia questo novello Corpo d’ Ingegneri ,e quali sieno le loro proprietà, e funzioni sarebbe d’ uopo leggere tutto estes.a-mente 1’ I. R. Decreto , che trovasi inserito nella Raccolta di leggi , regolamenti;e discipline ad uso de’ Magistrati delle Acque ec. Stampata in Milano li 3o. Di-cembre 1806. volum. 1. nella Stamperia Reale. Dirò per or» solamentè, che do-po l’aggregazione degli Stati Veneti al Regno d’Italia il suddetto Corpo è com-posto di 8. Inspettori generali attivi , di 5. Inspcttori generali onorarli, di 35. In-gegneri in Capo, di 97. tra Ingegneri di i.ma, è 2.da classe , e di<76. Aspiratati,oltre i subalterni Assistenti , Custodi , Capimastri. Gli Inspettori Generali , attici,e onorarti sono stati trascelti dai piu rinomati Idraulici e Matematici del Kegmo.Gli Ir^gegneri/in Capo hanno per sussidio , e sotto i loro ordini gli Ingegneri diuna e- z.da classe, e gli Aspiranti. Al detto Corpo è stabilita un’uniforme pergrado* A formare finalmente- gli Allievi sarà eretta in Milano Capitale- del Regnola scuola della Acque, e Strade. *«-Di siffatto Corpo oggi giorno è Capo il SignorParadisi Consigliere Consultore'di Stato; Gran Dignitario dell’Ordine della Co-rona di ferro, Membro dell' 1 Istituto- Nazionale , Direttore generale delle Acque eStrade ,: e Porti marittimi -del Regno. 1