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Dizionario storico-ragionato degli uomini illustri del Canton Ticino / Gian-Alfonso Oldelli
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sto tutti gli accennati libri, e non poch altri ancora sino, ripeto a 25 o.eppiù. La seconda è , che gli scrittori , che parlano di Ponlico Viruniosuppongono stampate molte delle sopra accennate sue opere. Sensibile ol-tremrnodo a questo inaspettato infortunio passò il restante desuoi giorninella Flaminia presso i proprii congiunti , persone tutte, e famiglie di granrispetto, e parte nella Marca dAncona nella Città di Jesi , che con co-pioso onorario cercò aneli ella di averlo pubblico Professore di lingua gre-ca e latina. Da Jesi fu condotto a Macerata dal Cardinal Legato Sigismon­ do Gonzaga , die se lo teneva carissimo, e lo occupò a tradurre dal gre-co in latino molti trattati di diverse materie, e segnatamente de ^dpsyrto,de Medicina sinimalinm , et Equorum. Lultimo impiego di Virunio fuquello d aver arnmestrato nella lingua greca , e nella Astronomia il Mar-chese Federico Gonzaga Nipote del prelato Cardinale.

Meritano distinta menzione i quattro libri scritti dal nostro Politicoin lode della Duchessa Beatrice, moglie di Lodovico Sforza , Duca di Milano ; siccome quelli, che sono pieni di bellissime, e ingegnosissimeinvenzioni , di graziose lepidezze , e di estro febeo. Veramente lo Scritto-re tante volte nominato ne ha fatto di essi una distinta analisi, che om-metto volonlieri per non rendere troppo prolisso questEpitome della dilui vita ; contento di aggiungere , che il prefato Duca non trovava migliorsollievo allacerbo dolor, che provava per la perdita della detta amatissi-ma sua Duchessa quanto col leggere gli indicati libri di Pontico. Dippiùlo Scrittore della di lui vita senza indicare il luogo, il tempo dellasua morte , che ai pochi calcoli da me fatti sopra la stessa vita parmidebba essere avvenuta tra il 1424- e r l ue l torno , termina la sua

leggenda con un apostrofe prima a Viruno patria di Pontico ; poi a Men-drisio , patria del suo Genitore , e de suoi maggiori, e dice , che i po-steri . Mendrisii Cintati congratuìabuntur , qua statuam illius , et pie-

tas imagines poetare poterit.

Il nostro Pontico è stato dindule gioviale, di aspetto bellissimo, eq-quindi caro a tutti per modo, che in più Città dItalia si vedeva il luiritratto , dove dipinto negli anelli , dove scolpito in medaglie di bronzo ,e presso alcuni suoi amici anche in marmo. In Viruno poi certo cavalieree patrizio Simeone Adione così gli scrisse a nome del Senato ; pergratumJore Senatui , si ipse Putriam , in qua natus erat , sibi non negaret , cumantea se pater em , idest sine parentibus , et sine patria cìiceret , unde abeo tempore citra se Virunium. dixit , unde patria eadem statuam ceneam il-ìi promisit. I suoi costumi poi erano onestissimi, il suo tratto era nobile ,e manieroso, modesto nel portamento , affabile, e grazioso con tutti, co-gli amici sempre ilare e fedele, tardo al riso , parco nel mangiare, e nelbere, commensale perpetuo % di personaggi dalta levatura. Compariva sem-pre pensieroso. Anche di notte teneva sempre preparata carta, penna, ecalamajo ; affine di approfittare de medesimi sogni ; anzi, dice la lui vita,che ad «echi chiusi soleva scrivere quanto sognando gli dettava la sua men-