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Cenni geologici sull'Istria / di Emilio Cornalia e Luigi Chiozza
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Questo tufo è biancastro, assai friabile e già da molto tempo vìen portato aVenezia e rivolto alla fabbricazione del vetro. — Nel paese prende il nome disaldarne.

Presso Filippano il eaieare assume per gradi una tessitura grossolana, e unaconsistenza cretosa’, vi si contengono ippuriti assai bene conservati, e pettini ingran quantità, andando verso Albona i suoi fossili si fanno più rari e alle rivedel canale dell’Arsa riprende l’aspetto di calcare compatto, bianco, duro, afrattura concoide, scaglioso. Nella valle del Carpano, che è una valle dipen-dente da quella dell’Arsa, il calcare è venato di color rosa e presenta una tes-situra saccaroide come molti calcari alpini. Alle rive del canale i fossili sonoassai rari, e a Carpano mancano quasi interamente. Alla Porta presso Pinguente si ritrova ancora il calcare saccaroide cristallino con vene rosse, ma riccoqui assai in ippuriti. Vicino a Gimino e a Pisino il calcare ippuritico s’avvicinamolto a quest’ultimo. Presso a Brazzana tra Pinguente e Montona sulla stessadirezione della Porta il calcare non presenta più l’aspetto che offre in questalocalità, ma vi prende una tessitura grossolana, un colore grigio e quasi iden-tico a quello di Duino. Là pure contiene molti radioliti, che più duri e menoalterabili della roccia, sopravvissero alla decomposizione di questa e vi si mo-strano in zone a rilievo sulle pareti dei dirupi che fiancheggiano la strada. Ifossili vi si mostrano con specie particolari.

Vicino a S. Stefano esiste una sorgente d’acque termali sulfuree; la fonte, po-sta in posizione assai pittoresca, zampilla al piede d’un dirupo elevato che lesovrasta, e sulla cui sommità vedonsi le diroccate rovine d’ùn antico tempio.

A Sovignaco il calcare ippuritico racchiude della pirite di ferro in un’argillagiallastra che contiene altresì dei ceriti; queste piriti vengono lavorate pertrarne vitriolo ed allume (1).

4.° Calcare bituminoso. — Sul calcare ippuritico viene generalmente il cal-care nummulitico in strati concordanti, come si vede al Monte d’ Opschina eai limiti della zona del calcare nummulitico che bordeggia la formazione delgrès dell’Istria centrale. Ma in alcune località queste rocce sono separate daun calcare bituminoso contenente una grande quantità di ceriti. Noi già lo ab-biamo indicato in vicinanza di Basovizza e disegnato sotto il nome di calcarebituminoso. Ne’ suoi strati inferiori racchiude depositi potenti di carbone. L’odoredi bitume che si svolge alla percossa e la presenza dei ceriti sono i caratteri

(t) Pei maggiori dettagli sulla fabbricazione e l’importanza di questa miniera si vegga laMemoria di Morlot, p. 286 .