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Cenni geologici sull'Istria / di Emilio Cornalia e Luigi Chiozza
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più generali e costanti di questo calcare; però presenta, secondo le località,altri caratteri che veniamo esponendo.

Calcare bituminoso d’Albona . —Ad Ovest d’Albona s’apre la Valle del Car-pano, nella parte più bassa della quale a livello del torrente spuntano sotto ilcalcare nummulitico alcuni strati di calcare bigio. È poco bituminoso dapprima,ma di mano in mano che si osservano gli strati inferiori cresce la sostanza bitumi-nosa. Gli strati di carbone sono varj e di varia potenza. A Carpano esiste unaminiera che si lavora già da parecchi anni. La galleria principale misura unalunghezza di 320 klafter (607 metri circa). Gli strati di carbone sommano a 30,e raggiungono, comprendendo gli strati intermedj di calcare bituminoso, una po-tenza di 60 klafter (circa 414 metri). Annualmente vi si estraggono dalle 80 alle90 centinaja di libbre di carbone. Questo talvolta riposa direttamente sul cal-care ippuritico saccaroide di cui parlammo; talvolta invece ne è separato dauno strato ancora più inferiore di calcare bituminoso. Tra il carbone e il cal-care si vede talvolta un’argilla grigia con ceriti perfettamente conservati. Glistrati di carbone e di calcare carbonoso non sono orizzontali, ma contorti inbrusche ondulazioni; nella parte più declive delle quali, e che i minatori chia-mano Selle ( Sattel ), il carbone sta accumulato in maggior quantità. (VediTav. Ili, fig. 42: gli strati non tratteggiati.) — Noi non vi trovammo improntedi foglie e appena qualche indizio di legno.

Il calcare bituminoso del Carpano è per lo più bruno, i fossili invece bian-chi e facilmente distinguibili. Talvolta invece il calcare è di tinta più chiara,e perfino giallastro anche in vicinanza al carbone. Allontanandosi da questo ilcalcare diviene di mano in mano men ricco di fossili e cominciano a mostrarsile nummuliti.

Carbone del Carpano. — Il carbone del Carpano è d’ un aspetto più larda-ceo che brillante. Quando si cerca di dividerlo non si rompe in piani paral-leli come il carbone di Newcastle, ma seguendo linee curve concoidi ; del parinella sua frattura non si vede sparso di quelle strisele più brillanti che ve-donsi nel carbone inglese e in certi carboni del bacino di S. Étienne. Il carbonedi Carpano è nero, ma strofinandone due frammenti assumono le due superfi-cie un color bruno, e la polvere è di questo colore. Mediante la confricazionediffondesi odore bituminoso che persiste per molte ore. Contiene delle piriti diferro, ed è meno fragile del carbone piritoso del grès carbonifero di Rive diGiers. Il coke che si ottiene dal carbone d’Albona è assai bolloso. Quando sene riscalda un pezzetto in un vaso chiuso schiumeggia ed acquista il doppioalmeno del suo volume primitivo. Il còke è leggiero e cade in polvere più diquello di Rive di Giers. L’aspetto è metalloide, nero, brillante. La densità del