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„„„„„* Jiguent ia mellaFl pant,& dulci diſtendunt nectare cellas(1).E que ſto mele Roscido, ed as reo fu quel-10, che piovve qui in que ſto ſuolo Irpi-no Anzantbao, che la caloroſa non inter-rotta paſſata eſtà traſudar fece da gli al-beri, dalb erbe, e dalla Terra, ricucen-doli da prima in vapori: Ed eccoci 2portata di dirli, come su que ſto Fenome-no io la penzo, unicamente per appasarme ſieſſo, e ſodisfare la mia curioſita.Molto ben appropoſito vien chia-mata la Terra: Mater generat ionum;Ella è la genetrice univerlale, ed il ſer-batojo di tutti gli umori, e ſucchi attia conſervar ſe ſteſſa, ed à dar nudri-mento, e vegetazione alle piante, aglialberi, all' erbe, ed a Viventi: Tuttiqueſti umori con gli altri dilei compo-nenti aggruppati in meſſa nel dilei ſenoſlanno in un continuo non interrotto mo-to, benchè lento, come ſuol natura, maregolare; talvolta aucor celere al biſo-gno; ed altre volte forzato, e violento,come non di rado acecader ſuole nellemoſſe vulcaniche. Si eſtendono nelle vi-ſcere di queſta nudrice comune, che mol-
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O obere eren, 22. S2
S 8(1) Virg. Egloc. Lib. IV.