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Lettera di D. Vincenzo Maria Santoli Arciprete di Rocca S. Felice ad Michele Torcia Archivario di S.M. (D.G.) : sulla pioggia di mele aereo, e di sostanza zuccherina ; caduta nel suolo Anzantino negl' Irpini nella Estate dell'anno 1796 / Vincenzo Maria Santoli
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42timamma chiamarono a ta! rifleſſo j no-ſtri Maggiori, le radici di tami alberidiverh, e di tapt' erbe, le quali conmanier' ammirabile ſucchiano gli umoricortiſpondenti per la pudrizione, vegeta.zione, fioritura, e per daici tanti fruttidiverſi, per quante ſpecie diverſe n' ab-biamo in natura: Sicchè cltre delli ſuechi elementari communi, ogni pianta at-trae in abb ndanza qusgli umori, e ſue-chi particolari, ed a ſe ſteſſa analoghi:cid ſi oſſerva chiaro nelle chimiche de-compoſizioni delle piante, nelle quali unriſultato particolare ti darà unn, che affatto mancat ſi vede in un' altra; oitraechè non trartai mai dall' albore del prugno quell' umor piceo reſinoſo, che tiil pino; ne dal pioppo vedraſſi ſcaturirela manna, come dal Fraſfino, e dal' Or-no. Nel ſeno dunque della Terra ſerbaſiogni umore, ogni jucco, ma ſopratut tol'umor glutinoſo gommoſo, tanto neceſſa rio a dar nella vegetazione c nſiſtenzaalle piante, e I' umor mellco, per matura-re, ed addolcirne li flutti.

Oſſervo Linneo, che moltiſſi mi fiori2 piè del calice hanno un vate pa tico-lere, che egli il primo lo nomd Necta-rium, per quel jueco dolce melato, chein