42timamma chiamarono a ta! rifleſſo j no-ſtri Maggiori, le radici di tami alberidiverh, e di tapt' erbe, le quali conmanier' ammirabile ſucchiano gli umoricortiſpondenti per la pudrizione, vegeta.zione, fioritura, e per daici tanti fruttidiverſi, per quante ſpecie diverſe n' ab-biamo in natura: Sicchè cltre delli ſue—chi elementari communi, ogni pianta at-trae in abb ndanza qusgli umori, e ſue-chi particolari, ed a ſe ſteſſa analoghi:cid ſi oſſerva chiaro nelle chimiche de-compoſizioni delle piante, nelle quali unriſultato particolare ti darà unn, che af—fatto mancat ſi vede in un' altra; oitrae—chè non trartai mai dall' albore del pru—gno quell' umor piceo reſinoſo, che ti dàil pino; ne dal pioppo vedraſſi ſcaturirela manna, come dal Fraſfino, e dal' Or-no. Nel ſeno dunque della Terra ſerbaſiogni umore, ogni jucco, ma ſopratut tol'umor glutinoſo gommoſo, tanto neceſ—ſa rio a dar nella vegetazione c nſiſtenzaalle piante, e I' umor mellco, per matura-re, ed addolcirne li flutti.
Oſſervo Linneo, che moltiſſi mi fiori2 piè del calice hanno un vate pa tico-lere, che egli il primo lo nomd Necta-rium, per quel jueco dolce melato, chein