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Lettera di D. Vincenzo Maria Santoli Arciprete di Rocca S. Felice ad Michele Torcia Archivario di S.M. (D.G.) : sulla pioggia di mele aereo, e di sostanza zuccherina ; caduta nel suolo Anzantino negl' Irpini nella Estate dell'anno 1796 / Vincenzo Maria Santoli
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44ſeſſn, connubj, e poligamie per cui adanimarle altro non ci vorrebbe, che unPb d' inſufflazione di quello ſpirito vita-le, che' inſulſo Pitagora venerava finnelle fave; disgrazi:ta Mimola, e voialtre tutt erbe ſenſitive, che non foſtenote a bitagora, perchè in corpo à Voilicuramente avrsbb' egli venerate l' ani-me della jua Gnora, e delle Sorelle; n&voi ſenza qusleh' eſtemporanea mollaavreſte diſſimulato il dolsre della di luimorte; come fecero le ſue fave, legumiingtatiſfime, le quali ns lo pianſero el in-te, ſeppero difenderlo dal furo ge deliAgrigentini, che in faceia ad eſſe l' ue-ciſero.

Cem in propriis fama eſt oc]e fubis;Nam ne forte ſabas fuglens calcaret in arTandem dgrigentinb cæſus ab Hioſte perit(i)Ed a dirla, I penzar di ceſtoro non miſembra niente ciſfmile dal penſare delSici iano, che ci vorrebbe far crederebruto vivente la gran mechina de! Mon-do, che abitiamo; I.» leite pid ſogoradi queſta? Ed a prepofiio mi par troppobene adattato ad ogni Como icienrifice

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(1) Diogen. Lꝛert. In Veta Pythag.in Vn. N