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una notevole quantità di cotone di qualità poco inferiore a quelloinaturalmente sbocciato.
La qualità del cotone, che i differenti coltivatori hanno otte-nuta, per la finezza e lunghezza della fibra e per la candidezzadel colore, non lasciano nulla a desiderare sulle qualità stra-niere, e meglio di noi lo potrà giudicare la Commissione Reale,,dietro le mostre che le sono state inviate da questa Provincia.
Rimane da riferire i risultati economici di questa nuova col-tura di fronte a quelle solite praticate avanti nel nostro territorio.E prima di tutto noteremo come offra questa il vantaggio di adat-tarsi completamente alle nostre rotazioni agrarie, perchè, a so-miglianza di tutte le colture estive, lascia libero a novembre ilterreno già preparato da ripetute sarchiature alla semente delgrano. Questa considerazione è della massima importanza per noi,in quanto che una volta provato che questa pianta offre un’ab-bondante fruttificazione nella sola stagione estiva, questa si puòintrodurre senza nessun dissesto nel nostro sistema di coltura, epossiamo arricchire la nostra industria agraria della coltura delcotone, che, come vedremo in seguito, riesce di fronte alle altremolto più lucrosa.
L’unico esperimento della nostra Provincia, che possa fornirei dati per far apprezzare i vantaggi della coltivazione del cotonesu quella del granturco e delle altre piante estive, è stato quellocondotto a cura dell’onorevole nostro collega signor A. Rindi, nellatenuta della Tratta in Val di Chiana, del conte senatore De Gori.Il nostro onorevole collega, eon uno zelo indefesso e con la piùscrupolosa accuratezza, ha tenuto conto di tutte le spese occorsein questo esperimento, e dietro i risultati del medesimo si di-mostra evidentemente, che per ogni ettaro di terreno coltivato acotone si è ottenuta una rendita maggiore di L. 212 16 sopraquella solita ricavarsi da noi sulla coltura del granturco.
La descrizione della coltura del cotone eseguita nella tenuta dellaTratta ha formato il principale soggetto di un pregevole rapportodel cav. Giuseppe Terrosi, membro di questo nostro Comitato, dovenon solo sono chiaramente riferiti i metodi che sono stati ado-perati in quella località nella esperienza agraria dell’anno decorso,ma ben anco viene presentato il conteggio esatto delle spese oc-corse per la coltura del cotone per un ettaro di suolo, confron-tandone la rendita netta ottenuta con quella del granturco, da cuirisulta in fine per la nuova pianta il vantaggio che abbiamo in-dicato.