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Questo rapporto del eav. G. Terrosi venne a cura del Presi-dente di questo Comitato reso di pubblica ragione nel giornaledella nostra città, come il più efficace eccitamento che si potesseoffrire agli agricoltori per dedicarsi nuovamente nell’anno futuroalla coltivazione del cotone. Ora crediamo nostro dovere di pre-sentare il rapporto medesimo alla Commissione Reale, onde possada questo meglio apprezzare le cure indefesse adoprate dal si-gnor Rindi nel primo anno che ha tentata la coltivazione del co-tone, l’esattezza con la quale ne ha reso conto nelle sue minimeparti, ed il fruttuoso risultato che finalmente ne ha potuto con-seguire.
Non possiamo lasciare di rammentare con onore i nobili signorifratelli Camajori di Siena , che nella loro tenuta di Castiglioni ot-tennero nel decorso anno una copiosa raccolta di cotone. Noi nonsiamo al caso di potere riferire i metodi praticati in quella loca-lità, perchè questa si trova fuori del circondario di questa Pro-vincia, e nessuno dei nostri deputati ha potuto specialmente ri-ferire; nondimeno, siccome per mezzo di questo Comitato è per-venuta alla Commissione Reale la mostra del cotone raccolto, edun rapporto redatto dai coltivatori medesimi, così potrà benissimoesser giudicata la condizione del territorio nel quale ha avutoluogo l’esperimento, e l’esito favorevole che ha sortito.
Dietro i risultati ottenuti possiamo quindi concludere che, senefprimo anno d’esperimento la cultura del cotone non ha provatogeneralmente un esito favorevole in tutta la nostra Provincia, ciònon debba attribuirsi a cause intrinseche al clima ed impossibilia vincersi ; ma sivvero a quelle che non potevano evitarsi in unprimo tentativo: come l’ignoranza del terreno il più confacente,del metodo migliore di semente, delle cure le più efficaci all’al-levamento, e finalmente quella trascuratezza inevitabile nel ten-tare cosa di poca speranza, come la coltivazione di una piantaoriginaria di un clima tanto differente dal nostro. Quello che hannoprodotto le piante spontaneamente, ed il felice risultato ottenutoda chi solertemente ha accudito a questa nuova coltivazione, hannoormai dimostrato non solo che questa pianta può vegetare pressodì noi, ma che presenta ancora tutte le speranze di aprire unanuova sorgente di guadagno alla nostra industria agraria.
Molte sono le piante che, originate da climi assai differenti dalnostro, oggi nondimeno vi prosperano e formano sorgenti prin-cipali dei nostri raccolti. La natura ha accordato il benefizio tantoagli animali come alle piante di potersi acclimatare a luoghi molto