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Epaminonda abbandonò i monti della Beozia e precipitossinel Peloponneso . Infatti la guerra offensiva era utile a Tebe,perchè le terre appena tocche da truppe tebane insorge-vano contro di Sparfa.
Lisandro lacedemone sopravvisse alla vittoria, colla qualerovinò Atene, e fu subito dopo chiamato tiranno. Epami-nonda perì nella vittoria, ed ebbe la fama di guerriero li-beratore di Grecia : lasciò ai suoi commilitoni l’infamia diguerrieri oppressori di Grecia dopo la Vittoria.
Quando i Tebani si mossero contro di Sparta , chiama-rono i popoli a difendere la loro indipendenza; ma più ditutti chiamarono Atene umiliata : le offersero la restituzionedelle cose nello stato primiero : molto promisero, dovetteroanche molto concedere.
Debellata Sparta , avrebbero poi i Tebani debellato la de-bole loro alleata, e vi avrebbero posto presidio non altri-menti che avevano fatto i Lacedemoni . Non sarebbe man-cato a Tebe il pretesto di porre in Atene turbolenta unpresidio tebano a difesa della libertà ateniese . Ma insorgevatosto un grave pericolo dall’ estero.
Filippo Macedone brama il conquisto della Grecia armi-gera ed opulenta. Come conquistare la Grecia , che è piùforte della Macedonia ? L’entrarvi a modo dei Persiani, econ forze tanto minori delle persiane, è un voler distrug-gersi da sè medesimo. Scorge Filippo, ch’egli non ha senon a dichiararsi difensore della libertà dei Greci controi Tebani, e contro gli Ateniesi partecipi della potenza te-bana ; non altrimenti che i Tebani si erano dichiarati libe-ratori di Grecia contro di Sparta , e gli Spartani liberatori diGrecia contro di Alene.
Appena Filippo si dichiara liberatore di Grecia , la Piziafilippizza j per essere la maggioranza del consiglio amfizio-nico a favore di Filippo. La voce di Demostene non è ascol-tata; anche fra Tebani ed Ateniesi vi è poca concordia,perchè i Tebani vorrebbero del tutto rovinati gli Ateniesi,