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ai quali hanno dovuto qualche cosa concedere, e gli Ate-niesi vedrebbero volontieri rovinata Tebe succeduta alluogo di Sparta . Filippo promette a Tebe, promette ad A-tene, promette a Sparta , promette ai Greci; profonde l’oroa piene mani : oppone anche l’interesse privato e direttoall’ interesse comune ed indiretto. Uno scontro a Cheronea,e Filippo è signore della Grecia .
Quando gli Spartani soggiogarono gli Ateniesi, ed i Te-bani batterono i Lacedemoni, considerarono il giuoco sic-come finito: cominciarono a comandare, e furono subitodichiarati tiranni.
Ma Filippo continua l’inganno. Si tratta di rendere la li-bertà a lutti i Greci dell’Asia Minore oppressi dai Persiani.Cosi Filippo esiglia tutte le truppe greche alla conquistadell’Asia: tutta Grecia è inerme, tutta Grecia è occupala daguarnigioni macedoniche. Alessandro, successore del tronoe dei disegni paterni, liberò, come ci insegna Curzio, daitributi tutta la Macedonia ; ma volle che ogni Macedone fosseobbligato alla milizia. Egli doveva presidiare tutta Grecia ,e doveva inoltre rinforzare in modo la sua guardia reale ofalange, come appellavasi, da essere temuto in mezzo al-l’armata greca nell’Asia. Nè importa che manchino i tributidella Macedonia povera, purché non manchino quelli dellaGrecia ricca ; nè questi mancano finché le città greche nonhanno presidio greco, ma hanno presidio macedonico. Quan-to a Tebe, già signora di Grecia , e centro e scudo de’mal-contenti, se n’erano i Macedoni soldatescamente liberati:avevano distrutto la città e venduto schiavi i cittadini.
Nell’Asia è dunque aperta ai Greci una via di gloria in-nocente, ed anzi vantaggiosa pei Macedoni. Chi vuol libe-rare i Greci, può liberarli; non già togliere i Greci d’Eu-ropa alla sudditanza dei Macedoni, ma i Greci d’Asia allasudditanza de’ Persiani per renderli soggetti ai Macedoni.
Cosi la Grecia , innondata da truppe macedoniche, nonaveva forza: l’armata greca aveva forza, ma si trovava