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gawa, Inu-gawa e Scira-kawa, tutti affluenti nel Matz-gawa ,che scorre serpeggiando in fondo alla valle ai piedi del Ko-kugo-yama. Naruscima, Kamikosugnè ed Okuda sono le pic-cole borgate che s’incontrano sul cammino .prima di giungerea Kumatzu villaggio grande sì, ma di nessun’interesse. Si pro-seguì quindi per Scimokumatzu, Imaidzumi, Otamaru, Tokiniwaed Idzumi e si giunse al mezzogiorno a Koinde e Mia due vil-laggi così uniti l’un l’altro da non formarne che uno solo. En-trati in una ciàboya (ristorante) di Mia fu dato ordine ai nostriservi di preparare la colazione, che venne servita un’ora dopo,coll'accompagnamento di un liel piatto di eccellente pesce fre-sco , accomodato alla giapponese, di cui vanno ghiotti gl’indi-geni e forma, dopo il riso, il loro alimento principale. Dallecoste del mare, che n’ è straordinariamente ricco per infinitespecie, fra cui abbondantissime quelle del tonno, della sfoglia,dello storione e delle sardelle, si trasporta fresco fin dove puògiungere, e salato nei luoghi più discosti. All’ interno si alle-vano, in taluna località e su vasta scala, pesci d’acqua dolcein ampissime vasche ingegnosamente costrutte. In esse, oltrealla trota, alla tenca, all’anguilla, vi crescono con particolaricure una specie di pesce rosso che nel suo decimo anno di esi-stenza raggiunge la lunghezza di 60 centimetri : allora lo si dicesquisitissimo, è molto ricercato e diventa un boccone di lussoche non costa meno di cinquanta lire, e non figura che neipranzi di gala o sulle tavole degli epuloni.
Mentre stavamo rifocillandoci vennero alcuni impiegati ( bontà)giapponesi delle case di commercio di Yokohama per rallegrarsiseconoi del nostro arrivo. Tutti costoro si erano colà recatiallo scopo sia di accaparrare i cartoni pei loro principali, iquali non sono altro che i mediatori fra gli acquisitori esteri edi proprietari indigeni, sia per comperarne , se loro veniva ildestro, a basso prezzo , sia per ritirare quelli che per contodelle loro case avevano fatto confezionare. Quei bantò erano,com’ è il proprio dei viaggiatori di commercio in tutti i paesidel mondo, allegri e del miglior umore: ed a qualcuno il sakèaveva già fatto divampare il viso e rimpicciolire gli occhi, solitieffetti dell’ alcolica bibita.
Finita la breve colazione uscii per visitare i bachicultori deidintorni, accompagnato dai premurosi bantò che vollero farmi