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Rettifica della posizione del cannocchiale.
cati, e sensibilmente parallela al piano, del lembo; perche le quan-titä (b' — b^j, (b — b'), (b g — b t ), dell’equazione (76) (vedi par. 78),hanno valore assai piccolo, e quindi e prossimamente
ß = ß*-
Per determinare lo spazio angolare tra i due fili, si disponganoprima perpendicolarmente al lembo, poscia, tenendo lo strumentoverticale, e guardando ad un oggetto nettamente visibile, oppure aduna stella, se ne faccia coincidere, muovendo opportunamente l’ali-dada, l’immagine diretta col filo piü basso, e la riflessa col piüalto. Leggasi la posizione s della linea di fede per cui ciö ha luogo;e poscia muovasi nuovamente l’alidada in guisa da procurare chel’immagine diretta sia a contatto del filo piü alto, e la riflessa delpiü basso. Se s l sia la lettura in questa seconda posizione dell’ ali-'dada, l’angolo tra i due fili sarä uguale sensibilmente ad
Sj — S
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come facilmente puo dimostrarsi per mezzo delle equazioni (öq 1 ” 6 )e (74) dei par. 77 e 78.
117 . Rettifica della posizione del cannocchiale. Pereseguire questa rettifica, la quäle consiste nel disporre l’asse otticoparallelamente al piano della graduazione, sono indicati general-mente due metodi, il primo dei quali richiede l’uso di due pezzi dimetallo o d’altra materia foggiati a squadra, come dimostra la fi-gura 77. L’ altezza di entrambi deve esse re perfettamente identica, e
pari a quella dell’asse ottico sul piano del lembo. Appoggiato oriz-zontalmente lo strumento sopra una tavola, si collochino sull’ arcograduato i due rialzi di metallo in guisa che riescano situati lungouna linea parallela al cannocchiale. Traguardisi poscia per i due orlisuperiori di essi, e segnisi, sopra un muro od altro oggetto situatoad una distanza non minore di sette od otto metri, il punto per cui