CAPITOLO TERZO.
TEORIA GEOMETRICA DEGLI STRUMENTI A RIFLESSIONE.
16. Dire&ione di una visuale riflessa. Per misurare1 ’ angolo compreso tra le visuali dirette a due oggetti lontani non sipuö immaginare istrumento piü semplice di un circolo graduatocirca il cui.asse sia volubile un traguardo. Portando quest’ultimo acollimare successivamente coi due oggetti, mentre il circolo stafermo nel piano su cui essi giacciono, si descrive evidentemente unangolo uguale al cercato, il quäle pertiö sarebbe noto quando si co-noscessero i punti della graduazione corrispondenti al traguardonelle due collimazioni. Ma questo sistema, richiedendo l’immobilitädel circolo, per tutto quel tempo almeno che e necessario ad eseguirele due collimazioni, non e applicabile per mare, dove, mancando al-l’osservatore la necessaria stabilitä, non puö la misura dell’angoloriuscire esatta se non quando sia ottenuta per mezzo di una solacollimazione da osservarsi quasi istantaneamente. Taleintento si rag-giunge col deviare, collocando opportunamente uno o piü specchjsullo strumento, una delle due visuali, in guisa che la sua ultimadirezione riflessa riesca a coincidere coll’altra visuale diretta. Sosti-tuita cosl la visuale riflessa alla diretta, conviene studiare in quälmodo la direzione della prima rispetto alla seconda sia dipendentedalla posizione degli specchj, per dedurre dalla reciproca giacituradi questi il valore dell’angolo osservato.
Rappresenti MN (flg. 21) la sezione di uno specchio pianoeretto normalmente sulla carta, e sia SA il raggio incidente che si