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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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10 PR O L. O G Oqueſto altero, e raro moſtro ha fatto cõto di moſtrar al mõdo Baccodue uolte generato, ouer Giano bifrõte,& Pan condue corna d'auo-·rid in teſtaʒe Briareo terge mino, /Hidta da ſette capi,& Meduſamõſtruoſa,& hortibils da vedere. Se vi ſarà dottrina dentro ò queſto giudicio tocca ai dotti. Si cõtẽta ben Auttore, che il giudicio del.le ciãcie tocchi a Momo pche s intẽde piii di queſte, che d altra coſa.Queſtordine particolare piaciuto ancot᷑ a lui, come talhor piaa ce a un pittore d ordinar le ſue figure a modo ſuo e Però importa,5 ſe opera è diſtinta più a una foggia, che albaltra, pur che machi di8 gratia,& ornamẽto.& Vha raccolto dẽtro i nomi d più ſignalati huomini cha ſaputo, eſsendo obligato a tener memoria delbuniuer-ſos tutto che gli cõpreida honoratamẽte ſempre nella concluſionede ſuoi periodiʒe ha fatto almeno come quelli, che, riceuẽdo la pẽna cboro, inalzano iadifferentemẽte i ſciocchi, e i ſaui inſieme. Non ſi8 pigli Momo pèſiero ſe] Auttore copertamẽte morde alcuno; ꝑche,tacendo i nomi, uiene a imitar Paſquino, el riſentirſi delle beſtie,N n pon terrore a gli huomini, hauendo ſchermi& ripari cõtra gli inſulti loro in molti modi. Ma ſopra tutto ſi diſperi ſe queſta Piaaas dedicata all Inuitiſſimo Alfonſo Sechdo Duca di Ferrara, ꝓchericerca! Auttore hauer fama, e ſplẽdore per Popragedicata, ma le.qualitꝭ del ſoggetto,& la forma delle coſe, che in tal compoſitionef b ritroua, ſperando, che ql vnico Signore la debba hauere accetta, come gioueuole ai gouerni del ſuo dominio. ai giudicij ciuili, ai parla-mẽti dello ſtato, al reggimẽto della militia, al decoro Signorile, alla,forma qella corte, et all intẽder breuemẽte quãto ſua Altezza vogliao curioſamẽte, ùð grauamẽte ricercare. et ſi cõtenta ſolo d intendere,che la ſua Piazza habbia gratificato locchio dun ꝓſonaggio tale, ha-uc dola formata il ſuo guſto particolare, ſenza aſpettarè il ramo dio. 10 dalla Sibilla Cumea, come ꝗᷓſto furfante di Memo eſpreſſa mente5 tocca nel ſuo parlare. Ma pche baſta à me hauer difeſo a ſufficiẽzapreſſo al collegio di tãti Numi queſto Scrittore ſi impugnato da Momo et da ſuoi pari, porrò ſine al mio dire, Sa ĩmergermi dentro nelle ſue ꝓprie lodi, parere, che la cieca paſſione m habbia dominato nel celebrarlo, ſecõdo i meriti, ma che la ſola eꝗtà m ha bbia ſpronata, e ſpinta à reprimer la lingua inſolẽte di qͥſta belua irrõnale, che dauãti à un tanto cõciſtoro ha gracchiato come un Coruo, e latrato come vn Corſo rabbioſo cõtra di lui, Fate voi la Sẽtẽza, et io maccheto.f 0 e

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C HORO DF GLI DEI

] Auẽdo noi ſapiꝭtiſſima Dea, la vera notitia,& eonoſcẽza perfet-* A ca della natura di Momo: e conoſcendo quanta prudenza res

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