10 PR O L. O G Oqueſto altero, e raro moſtro ha fatto cõto di moſtrar al mõdo Baccodue uolte generato, ouer Giano bifrõte,& Pan condue corna d'auo-·rid in teſtaʒe nõ Briareo terge mino, /Hidta da ſette capi,& Meduſamõſtruoſa,& hortibils da vedere. Se vi ſarà dottrina dentro ò nò queſto giudicio tocca ai dotti. Si cõtẽta ben Auttore, che il giudicio del.le ciãcie tocchi a Momo pche s intẽde piii di queſte, che d altra coſa.Queſtordine particolare ꝭ mò piaciuto ancot᷑ a lui, come talhor piaa ce a un pittore d ordinar le ſue figure a modo ſuo e Però nõ importa,5 ſe opera è diſtinta più a una foggia, che albaltra, pur che nõ machi di8 gratia,& ornamẽto.& Vha raccolto dẽtro i nomi d più ſignalati huomini cha ſaputo, nõ eſsendo obligato a tener memoria delbuniuer-ſos cõ tutto che gli cõpreida honoratamẽte ſempre nella concluſionede ſuoi periodiʒe nõ ha fatto almeno come quelli, che, riceuẽdo la pẽna cboro, inalzano iadifferentemẽte i ſciocchi, e i ſaui inſieme. Non ſi8 pigli Momo pèſiero ſe] Auttore copertamẽte morde alcuno; ꝑche,tacendo i nomi, nõ uiene a imitar Paſquino, el riſentirſi delle beſtie,N n pon terrore a gli huomini, hauendo ſchermi& ripari cõtra gli inſulti loro in molti modi. Ma ſopra tutto nõ ſi diſperi ſe queſta Piaaas dedicata all Inuitiſſimo Alfonſo Sechdo Duca di Ferrara, ꝓche nõricerca! Auttore hauer fama, e ſplẽdore per Popragedicata, ma ꝓ le.qualitꝭ del ſoggetto,& ꝓ la forma delle coſe, che in tal compoſitionef b ritroua, ſperando, che ql vnico Signore la debba hauere accetta, come gioueuole ai gouerni del ſuo dominio. ai giudicij ciuili, ai parla-mẽti dello ſtato, al reggimẽto della militia, al decoro Signorile, alla,forma qella corte, et all intẽder breuemẽte quãto ſua Altezza vogliao curioſamẽte, ùð grauamẽte ricercare. et ſi cõtenta ſolo d intendere,che la ſua Piazza habbia gratificato locchio dun ꝓſonaggio tale, ha-uc dola formata ꝑ il ſuo guſto particolare, ſenza aſpettarè il ramo dio. 10 dalla Sibilla Cumea, come ꝗᷓſto furfante di Memo eſpreſſa mente5 tocca nel ſuo parlare. Ma pche baſta à me hauer difeſo a ſufficiẽzapreſſo al collegio di tãti Numi queſto Scrittore ſi impugnato da Momo et da ſuoi pari, porrò ſine al mio dire, Sa ĩmergermi dentro nelle ſue ꝓprie lodi, ꝑ nõ parere, che la cieca paſſione m habbia dominato nel celebrarlo, ſecõdo i meriti, ma che la ſola eꝗtà m ha bbia ſpronata, e ſpinta à reprimer la lingua inſolẽte di qͥſta belua irrõnale, che dauãti à un tanto cõciſtoro ha gracchiato come un Coruo, e latrato come vn Corſo rabbioſo cõtra di lui, Fate voi la Sẽtẽza, et io maccheto.f 0 e
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C HORO DF GLI DEI
] Auẽdo noi ſapiꝭtiſſima Dea, la vera notitia,& eonoſcẽza perfet-* A ca della natura di Momo: e conoſcendo quanta prudenza res
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