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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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14 N E N D ZOo,ůnriſcontro de quali coſtui non vale anco vm quadrãtè, ſe ben s eſtima per queFoperapiu grande che Senetione, il quale caminaua ſula punta de piedi pparere vn gigante alla viſta ditutii. Ma che? facciamo caſi. Pica ciaſcunoil ſuo parere, ohe non voglio aneo parer io ſolo quel che affronti il toro,&.occupar tutta la bar ra du me ſolo. Parli vn poco ſopra que fta materia ildotiiſimo Moſco, e ſentiremo quanto ſi conchiude da que fta banda.

Moſco Pedantea nome di tutta la caterua de Pedanti.

coſa congrua e omninamente conſentanea el magiſtario nofiro in mil.le paginè gid reſo celebre, che queſto recte. Auttorè appellato il Ganoni di lingua garrila pit che am choci tante coriio, il quale ha cõteſto ano.emporio di tanto pieno, come lefteriore imagine indica al mondo,& ouecon pe tulante ſermone hd dilaniato l honor noſtro commune, adop ran doinſanamente il ſatirico cloquio contra tutti, ſenda un rippetto al mondo ditanti lumi Tullianii ch illuflrano il ſecol noſtro con la ele gan xa,&. lepideg.Ta del dire, ſia verberato, per commun ultiont, con la ſcuticu noſtra magitrale in modo, ohe egli apprenda quanto ſia ſtalo im pudentè, e tt merario ddeducere in giudicio voi altri,& noi, con queſta ſua Plateau, dinangi vl foro de ĩ numi etherei, iquali per ſua cagione hanno dedecorato ſi gro ſſo nu.mero d huomini probi,& per la lor lihera loquella, degni del nome di Cen-ſorino, o dell Oticenſe coſi glorioſo. Ne ts Loilo audace, d hercules nalorreferto, hai proclamato tto che haſti, perchhe biſagna ehe noi altri ancoradeſcendiamo nell arena, e concertiamo da una parte contra eli hoſpiti delſopremo Olimpo,&. dall altra contra questo inepto ſcrittore, che alla ſimilitudine di vno impudentiſſimo Darethe ad ſprouocando Entello ſeco al certame. Hor non merita quel Choro illepido, di tante blanditie cupidinee ap-0 ho gpitio, d eſſor deluſo di commun con ſenſo poiche parui pendè ſi perſpi-cuamente la ragione, aperna in tutto l equit, locci pende la giuſtitia, e ſigetta dopo il ter xo tutti ĩ termini del doueret Que fla non e contumelia iaLa d uoi ſolamente, ma tange ancora bhonoreè di noi altri; perd fei meſtiero, ohe tutti conueniamo in vino, e pigliamo ĩ pigioni in mano contra loro,per moſtrur di non negligere noi fteſſi,e tener poca eſſi ftlimatione della fama nottra. Io che Copiro,& Orbilio,& il facbdiſſimo noftro Timocratepadre dell urbane leitere approbaranno con tutto il gimnaſio inſieme lamia opinione, e ſenx altuo ſcruttinio di uociiſi può cõt rahere uno accordofra noi, che ſard tanto eſſitiale& pernitioſo& quelli, quanto d que fto. Ma,perche parmi dintuere gid ne gli occhi vofirii fulmini della irasondia impreſſi, dirò ſena cogitar piꝭ oltra, che queſti numi tutti habbiano hausun torto chiaroeluculento,e che per que fio io inſiemè con uoi,& uoũ inſieme con me, deb biate con dire imprecat ioni in ſorger cõtra loro, con per.petuo dedecore deprimere tanta petulantia hanno hauutoin capo. ang.N ran