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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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18 NSH NAD ZH,altramer cd ſe nd che mi ſii amico& io prometto iu ogni occorremqu rinè.larti tuttu quello, che ſi ird contru di te,& contra l opere tue,& per tuo;amore farò la ſpia, oil diauolose peggio, pur che ti ſappi trattenerè col fat:to mio. Hor n io ſon io procedi da huomo tien occulto il mio nome, c fin.giamo anco fra noi& eſſer nemici inſieme; chè io fra tanto torrò di quad,&.Pigliarò dild, e con la parte auerſa racciard carote,e teco uenirò nia alla reale, perche che teco biſogna procedere di quefta maniera: Refla in pace,che io vd a vedere quel cheſi dice. Nenn. ad

Lettere del Carzoni al ſoprame Choro de Dei. 8 0

Hauer inteſo nonamente ſopremi Num Celeſti, da un Galant huomo,he con ſom m indignitd del giuftiſſimo voftro foro, ne con minor maie di penſieri contra di me, per vigore della uoftra ſenten xa diſeſo ai dipaſſuti dal mordace parlar di Momo, S temerariamente ſuſcitato un capodi congiura detto Zoilo, il quale hd radunato inſteme tutta la frotta de maldicenti accopiãdo col ſuo sfrenato ardire ad uno l'eſſercito innumerabile,cle ped anti,&. de hiiſfoni, per atterrar con nuouo in ſalto l honor uoftro, e ilvaio in hd recato nell animo tanta amare qa di pena,& dolore, che non poſo ſe non con acerbiſſimo sdegno prorompere in un parlare, hubbia Fiſtoſ.i amarulEia,&. for ſe maggiore& hanno hauuto loro. Però con queſta mianella fucina, di Vulcano ſeritta, a fortiſſimi colpi di Sterope,&i Bronte,u fuccio pin che certi ehe l honor uoftro prima, e il mio comporta, che queHa iviqua ſetta ſia, lagellata in modo, che l inſolente audacia, e temeritdgyenata nei petti loro non ſolamète perda il uigorer ma che rimanga eftin-tan e annichilata aſfatto. Io dirò il mio parere in que fta materia,& poi fuc-ci quel ſacrato collegio cib che gli piace, che d quefta turba coſi inſolente,fa di miſtiero rintuxxur L eftrema liberta del ragionart, e condannaręli aquelle pene,&. ſuppliciß, che ſon Fati condannati de gli altri, per haner laucerato ingiuſtamente quel ſoptemo c oro,& morſo iniquamente fra noi leperſone honorate, e uirtuoſe. vi ricor da, che facefti legare HNeſiodo,&Homero A una colonna,& battere afp ramente dai demoni infernali, percheingrati verſb di uo compoſero quell opre, che, fin che duraranno al mondoſaranno come ritratti,e ſimulucri di tte coſe laide e brutte, che ſono a ſcritte, e attribuite a voi? Non ui ri corda parimente dannaſti, a una perpe-tua ſete l iniquo Tantalo, ſol, per hauer ſciolto la lingua in uofi yo dishonoree temerariambte riuclato quel che per ogni modo di noi tacer doueua. Quũdo l inſolente Pappita armoò la lingua ſua di rabbia,& di ueleno contra honore di tanti regi, non ui rammenta medoſimam ente che noi laſciafti cafli.garlo con pena giufta, e debita, rectando final mentè alſiſſo in croce ſopra ilmonte Theracè come un triſtoe ſciaguratoꝰ Hor con queſti flagelli& ſup-Plicij biſognarebbe al preſente proceder contra coftoro perche il conten-5 der