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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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Leõpapa.

Iſocrate.

DioniſioAlicarnaſ

ſeo.

Platone.OiceroneApollofa-ne.Bione.

Epicuro.

Stoici.Plotino.

Ipparco.

46 1 1% E NDE GOVERNAT OR]. Diſe. i.

ee Arlando io del gouerno politico e ciuile, mediante il quale ſi75 2 egono: Jubditi vir haſamente, a fine che ne gli animi loroe unprima il bene, e Ihonefto,&. dian ripulſa condecente al2 vitio enorme, e nefando, vſarò quell aurea ſentenza di LeoPapa, laquale dice, che. Integritas pręſidentiũ ſalus eſt ſubdi-torum. Oani volta che ĩ Rettori principali ſon buon, an co ĩ ſubditi cmunemente ſon buon. onde Plutarco ſcriuendo a Traiano, dice. Si pri-mo te compoſueris ad virtutem rectè procedent vniuerſa. Mai Rettori cattiui conftituiſcono vn Htato de ſubditi triſto, e caltiuo, perche(come dice il Pocta) 5 85 5 gA bouse matori diſcit arare minor.

La onde fſocratè diede queſto precetto ſopra ad ogni altro al ſuo Re, chevedeſſe di non eſſer manco buono di quegliche ſono ſotto la ſua vbidien-Ia. della quale opinione Pioniſio Alicarnaſſeo, dicendo, che queſta leg-ge della natura è commune ad ogn uno, che tutti i buoni ſian ſuperiori dmanco boni. Douendo adundiie ſub dit imparar gli eſſempi della bon-rd, Q. della virti da principali gouerni, che ſom lor pofti come um lui loecchio ananti a gli occhi, e come una viua idea de gli atti,& operationiloro, coſa ſommamente neceſſaria, ehe ſiano amici della virtu,& accompagnati con la bontd che ſi ricerca per inſtruire,& edificare i lor ſogget-ti. Dehbono i Gouernatori ſopra tutto eſſer ornati di ſapienxa, di giuſti-

ta, di fedeltd, di caritd, di feligione, di coftumi integerrimi, per dar ſag-

go di loro honoreuole,& condecenteè al grado,& alla dignitd, che tengo-no ſopra gli altri. Gliꝰ neceſſaria la ſapien za, perche Platone dice, cheella ſola e cauſa di fur heniſſimo le coſe, che ſi fan no. E Cicerone, dice,che ella e la maeſtra,& larte della vita. Apollofane Stoico fece tantoconto di eſſa, che ſolea dire, che ſolo ella era la virtuù; ouero chyella haue-una in ſe tutte le virtu, buero che tutte le virtu erano ſottopo fte alei. BoneFiloſofo molto ſaggiamente coinmendolla, dicendo, che la ſapiena ò datanto pis fra laltre virtu, da quanto pin ſono gli occhi degli altri ſenſi.Et Spicuro al propoſito noſtro diceua ancor eſſo, che il maggior di tuttiibeni era la ſapien qa, perche quæſta cerca le cauſe, uuol uodere perche unacoſa ſi debba fare, elegge il bene, e riſtutail male. Quindi i Stoici dico-no, che l ingegno del ſapiente d vn habito preſto,& ſhedito, cios una pre-Ha prattica di ſapere in un tratto quello, ch egli ha da fare. Onde Ploti-no ſcriuendo delle virti ciuill, ſottopoſe alla ſapien ga l intelligenʒa, laconſideratione, la prouidenga, la docilitd, e la cautione; per dimo f ra-re, che l huommo ſauio& intelligente, conſiderato, prouidendo, atto ad ppren-dereil tutto, e cauto nel male, eue perigl i, ſecondo il detto d IpparcoAſtrono-