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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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Luciano ti ſcherniti da Luciano Samoſateſe, qual heſfo in vn libretto molto arguto

90 A

Samoteſe /n fo loro dell S.& L. conſonantiʒ eh. da Andrea Salernitano, il quale

AndreaSalernita-

no.

Meſſalla.

„

DiogeneBabſloni-C0.

Cantali -

tio.

con chiara cloquen aa dt ſcriſſe la guerra grammaticale Son per que fio an-co notati molti di loro per troppo grammatici in pib coſe, come At ſſallache ſeriſſe dogni letterè ſingolare vn particolarb librozil Peroaldo c hd vluto notare Sernio in caſt baſſe& minim; Tucilio c hd biaſemato Vet-tio, per hauere vſato uoci Sabine, prenefline, Teſche: Aſinio Pollione,ch ripreſo in Tito Liuio vn parlare tropo Patauino; vn Palemene,ch proceduto contra Aarco Varro alla ſcoperta per caſe di gramma-lica viliſſime; Nuintiliano, c hd taſſato Seneca d hauer con minut iſime AiJentenge rotto i peſi delle parole; il Valla, c hd baflonate tutti ĩ am-matici ſuoi anteceſſori; il Mancinello,& il Poggio, che l hanno baſtona-ro lui. Olera che tanti Pedanti ſi ſon ritrogari per le lor male qualitd meritamente eſſaſi al mondo, eome Domiti ino intrattabile et capriccioſo cheFu precettore n Roma; Grbilio da Beneuento al tempo di icerone huo-mo beſtiale nel leggere& inſegnare a puitiʒ Rh&nio Palemone, che i glo-riaua le lottere eſſer nate con lui,& douer morire inſieme conlui; Teoni-da Pedagago d. Aleſſandro, qual riferiſce Diogene habilonico hauer divii empito l Animo di quello, mentre era gioteuetto;& quel alerocui crute Eiloſofo diede de pugni, per hauerè inſegnato lignoranga in luo-Eo della ſcienʒa a un certo funciullo, chhera flato ſotto la diſciplina ſia.Che dirò della mala lingua d alcuni di loro( ſeruando ſempre I honor de buoni)i quali taſſano Platonè di diſordinato, irgilio d hauer ſrorticato Theocrito,& Homero, M. Tullio d hauer parlato con numero turbuto, caluf ioPer troppo affettato, Terentio d hauer mendicato le ſue comedie di La-beone,& Scipione, Macrobio di uergagnaſo& ingrato ingegno, Plinio dimendace, Ouidio di troppo complacentè d ſe fteſſoꝰ& non perdonano, adalcuno, ma dan Serʒate da Aguggino d tuiti ſenga remiſſione? che diròdella temeritd, con la quale alcuni di lorogloriaſetti,& ſauioli, entrano incampo talhorddfar del Tullio con una ſenten za imparata d mente di icerone d far del Poeta, recitando. Sonne.Ah Coridon Coridon quæ te dementia cœ pit?Ed fer ſopratutto del Theologo, et del ſcritturita, intendendo i! ſen-Jo alla riuerſcia per amar troppo lu letteras Che dirò della Proſoppeia cheHendano alcuni tenendoſi per fdoli della Grammatica, per recitar Perotro,(antalicio lo Spauterio, il Mancinello, Ago tin Dat ho, il Priſcianeſe, Gionanni Dauid Britanno, Adam Traietenſe, Mae fro del Bene„il Torrentino, lo Scopa,& altri lor dogmatiganti, coi quali non ſanno manco talhora ilIanua ſum Rudibus del Ponatos Onde Cantalic io agu degnamente Bran

chita Pedante, dicendo.

Hum legit in cathedra ſapiens Branchita Poctas. N. Allegat