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Iuone di Bertagna,& altri inſiniti di quei tempi. Ma pin modernameniehanno illutrato lo ſtato de gli Auocati il Chiariſſimo Griti in Venetia, Ca-millo Triuigiano, il Buonfio Padoano, il Feletto, il Siſuefi ro, Sebaſtiâ Braui,il Graſſo, il Cõtariniil Teræidil Sonica il Gigãte, il Finetti, il gelle gno, Ciame.hattiſta Baſalu, Giacomo Maddalena da Saraualle, Luigi Antonio da Sa-lerno, il Volpe da Vicengase l dottiſſimo Pellegrino, oltra una ſchiera innumerabile, che per laltre Citta d Italia ſon ſtatis& ſono al preſente diſſemirnati, e Parſi. E di meſtiero, per ſeruar l honè td,& il decoro, che uno Auocato uada veftito honoreuolmente, ſecondo il ſuo grado, acciò che ſia tautopiu ꝗ imato, e riĩputato dal Giudice, c da tutti, ſecondo quel ue rſo.Hunc homines decorant quem veftimenta decorant.Et ſecondo quei carmi vulgatiche pongono Sto Antonino, e il Caſſanco.Vir bene veflitus pro verfſibus aſſè peritusCreditur d mille, quamuis idiota ſit ile:Si careas veſte, nec ſis ueſtitus honetleNullius is laudis, qluamuis ſcis one quod audis.Perb ſa lege di Demob hene, che quddo nò s hauea ancora acquiftato il erdito di famoſo Oratore, portaua ubſti honoratiſſime, et di mo pregios t uaore, il che nõ oſſerud poi dato, quddo s hebbe ſutto un noime celebre, comꝭfece appreſſo d tutto il modo. Quando anco ſſe bello di preſenxas ſarebbedoppio honore il ſub, re Stldo tito più appregxato eſpcdo che la dignitd del
cor o e ſtimata da tutti digniſi ma di riſpotto. ꝑ iſto dicono alcuni dottori,
che Papiuiano Giuriſconſulto acutiſſimo fis laudato da Giubtiniang nel ſuoProhemio de Digeſti, ꝑ eſſer belliſino di helta d animo, et di beltd corpora
Aleſſan- le:la qual belt fun da. Altſsddro Giuriſcbs. nel(S clio ducẽteſimo nono, ha-dro Giu- uta in tal cöſideratione, che trouãdoſi una etildona riccasms diſforme, hasriſconſul- er promelſo la fede a un pouero: ma bellode poi quaſi pætita ꝑ la diſgualiã2 2a del grado, diſſe obe la ſua nobilld, et ricchex q era del pari cõpcſata dal.la belle xa di il pouero. Ma molto pit ſi conuiꝭ loro haner Poccthio partico
larmète di ſoi Cliłri, darli cõſiglio ſalutifero, ſuader gli il proprio heue, non
tenergli aſcoſala ueritd, difendergli nelle cauſe honcbte, cõſultarſi cõ pſont
perite quãdo biſogni, nõ ꝓmetter la uittoria ini ⁊i al te po, e fer diligeci nel
la tutella, ad Hauer l oggetto al premio ſolorna alla giuftitia, all equitd, allaragionc,& cõ gli. Auocati della cõtraria parte proceder gttiimète,& betnignamdte, xu lodarli troppo, c xa fuituperarli pito, nõ cb ferir cũ lo ro le
ragione de ſuoi Clibti nõ eſſer traditori d quelli nõ far ſtrepiti in palax go:
nòõ dir uillania, nõ formar buſgie: nd pęiuriima cercar cõ la uerit, et cõ la a
gone in mano, cð teftimoni fideli c allegationi efficaci cd argomẽti ſodi, diuin cerli, et ſuperarli. Coſi cõ gli Ciudici portarſi reuerttembte, ſalutarli modeſtamb te ſtar cõ riſbetto dindxi a loro, parlar cõ ſapi xa, diſcorrer cõ prde xa, laſciar hadulationi da bãda, placar lire di q li, itigare i furori, pro-
Ferir cõ audacia le ragioni de' Cljenti ributtar le ciãcie de gli auenſarij, udii
con
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