al c. ꝗ. In ſegno di cio Macrobig nel i. de ſomnio Scipionis, al c. 13. che la.
diuerſitd. Onde Alomeone Crotoniate, che viſſe ai tpi di Pitagora, chiamò
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Deus dnia fecit? numero, pödere, et meẽſura, como ſcritto nella ſaßitTa al c. f t. onde nõ c marauiglia ſe ĩ P itagorici anco ei han detto talhora,che tutte le coſe z fatte di nume ri, come narra Arift. nel r. della Metafiſica 5
Ma crobieimme ſonb aſſoc iate ai cor pi cb vna certa t deter minata ragione i numer iProclo ſopra il Timeo di Platone narrad Ito ppoſitor che ĩ Pitagoriti aſſegnaron quatt ro ragioni de numeri, la prima vocale, lagital ſi troua nella musſaica,& nei verſi de Poeti. La ſecõda naturale, che ſi ritro ua nella cõpſetione delle coſe. La terà a rationale, che ſi ritroua nell anima,&. nelle ſue parti.
Proclo.
Ta quarta diuina, che ſi ritroua in Pio,& negli. Angeli. Et de numeri parti
colari degni di conſideratione n hãno parlato molti, come Pſello che dice il Plello.Monade, onerovno, p nõ poterſa diuidere, nell. Arithmetica eIſes on ſegno dipace, e di cõcordia,& ſimholo d amicitiade di pietade.&. Ariſt nel. della Ar iſtoteleMerafiſcal c. G. dice, che l uno e principio d ogni coſas&. nel 1 3. al c. S. rifer:
ſce lvno d Dio, come fa anco Dioniſio Arcopag. nel lib. de Diuinis nomi
nib. al c. i. pche Dio d vno, come in pil luogbi nella ſcrittura ſacra ſelegge.
Et di iſta vnitd parla aſſai coſe il diuino Cipriano nel 3. trattato de Himpli- Cipriano,
citate platorũ. Di pia diceua Pitagora, che Han⁰ο ſguiſtcaua ide tit et il due 11cmeo-
7* 2 5 1 9— O—due molte coſe, lequali alla cõtrarietd& oppoſitione vidottes ci denotano la 11 5 8
lite d Empe, 7 8 5 5 51 8 Eimpedocle rac cd tata d Ariſt. nel t. delia Metafiſ. L uno parimète fu Zarata.arala pᷣcetture d Pitagora chiumato padre, e di due madre, pche no
dle fanno tre, numero primo incb paſto, che ſegnifica la ſantiſſ. Trinitd,
Padre, kicliuolo,& Spirito qto: e eſi con la facoditd della diuina eſſenʒaPar toriſconola Tetracty, ouero quaternitd chiamata d Pitagorici fontedi ppetua,& ſempre f!iudte natura, la qual ſimbolicamòte cõtiene, ec rap.preſenta il nome d Iddio quadrilitero,& ine fabile, riuelato ne ſacrilibri di4050. Lvnĩ⁰ di pi fai da Pocti antichi detto Zeua, nome attribuito Gioue,il due fu chiumato Hera, nome che ſi riferiſce d Giunonè,& ioue ſigniſi
ca la forma,& Giunonc la materia, alla qual coſa alluſe Hoimero dicendo.
Hera Giunon mirò dal ſeggio d oro
Gioue che nel riuoſo Ida ſedea.7 ternario i numero potentiſſimo, pehe Iddio e trino in perſone,. vno 2ec xa, po tre volte oro Chriſto al Padre nell horto, tre volte ripetò nei ſuoiincangeſimi ĩ Maghi, come deſcriue V irgilio nell Egloga ottaua dicendo.
Tera; hac altaria circum N
Eſigiem duco, numero Deus impare gaudet. 0con tre coſe d fatto pfetto il mõdo, comè dice Trimegiſto, cõ la debita con-uẽtiane delle coſe inſieme, cõ la debita eſſecutione,& co la debita diftribu- 11 5 curioNone. magi della Perſia cõ flituirno tre precipi ſopra il mõdo, Oromalſim, 1Mi im, c Araminim, cioꝰ Pio, la mëte,& U anima. Orfeo diſſe il tutto e Orleo.ler diftribuito in tre parti, cioe principio, mexx, E fine,& Ari ft. nel pri 5
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