154 N ADE MEDICI FISI CI. Diſc. xvij.
e Olti da rab bia moſſt, et da cĩcco ſurore tracportati hu no cõtr a% adione agu uo la lingua et ĩ denti ciᷓtra la dotriſſima ſeuo-
5 IN ag Medici ar& loro, ehe ignOH aN Malouni, e la ciccae be faaletch de panticolari, Ach ha Hur di ſeornd,& vitu-
perd tutta l arte, e tutti ĩ aroſſeſſuri d eſſi ſin 4 n minimo riſguardo di coAno lile,&. pregiata cdiſciplinaie di tanti ſanborati intellett, c hanno contutti modi reſi ſe medeſimi illnfiri,& la lor profelſione appreſſo al mon-40 Chiara, celebre,& dinina. Quindi nellodio imienſi hanno aggregato ai
lor latrati le ſenten qc di quelli he in qualehe parte ſi ſon moffrati aliuenſiie contrari alla Medicina, importunando gli animi uniuerſali, he tenghiuo in poca lima i Pottori di que fla ſi i xa da lon piu che di ſuuerchio auilit hneglettise poſtial fando. S aduce da caſtoro cõmunemente, che Soc ra-te preſſo a Platone non volle, che ĩ Medici multiplicaſſero nelle cittd: chePortio catone appreſſo a Plinio interdicel ingreſſo loro in Romas lo cha-ma apertamente danneuole,& pernicio che gli Arcadi anticamente nõvſalging medicine ma ſolamente adopt rauand ib lutte cla grimauera:&0 maſſime quel di Vacca, per medicinanſis che ĩ Latedemoni anch eſſi, ĩ Bahi-1 Herodo.— lonijeoli Egittiß,e Portigheſi ſecbdo il teſtimonio d Heredoto, et di Strabo-950 ne, riſintauano tutti ĩ Medici, e quei ch crano ammalati hortauano in merö cato,& nelle pia xe, accid che quelli chi per ſimil male Foſſer per ſorte1 glariti, conſigliaſſero altrui de rimedij, c haleuano pr ouato in ſe medleſimi:che Seneca atteſta i Medici altre volte eſſer ſlati riputati coſi inſami chi cratenuto huomo di grandiſſima i ſamia colnis che ſi foſſe unluto valere d unſernigio d un Medico: che. Adriano fmperatorè era folito di are, c(hela tunb de Medici uccide il Prencipe:chie il Pottiſimo Auſonio attribu iſec laAuſonio. alute de gli ammalati alla ſorte;& non al Medico, dicendo.—.— La. ſorte liberolli,& non il Medico:Et con ſimili altre ciancie inutili e inuentioni di neſſun valore vanno contradicendo ai profeſſori di medicinai quali a pena degnano rio dere d q-te ſfiuole obiettioni eſſendo cone chiaro,&. manifest, che alcunc di que1 e toccano piu prefto ĩ particolari ĩgnoranti,& ro⁊i, che la ſcienga inc di-
cinale;& altre, inplicando contradittione, vengono d dannar la inedic inacon Leſo Nteſſo de medicamenti da Medici Pofli,& ordinati. Ma la veriidſola&. labile e quefla, che tanto larte, quanto i proſeſſori ſian meritenoli4 honori egregi, per altre ragioni, che da cotefñi cicaloni addorte non ſonb:Fla le quali( benche il helago ſia grande) Senumera qucſta per principale,8 che la medicina d fata creuta dallaltiſſimo Iddio,& la dinina maefid o ſiaa quella, c hd inflituito gli honori ai Medici e nõ li ohhrobrii, et le vcrgoZune, come gi aſſegnano i detrattori di quefta facolta con le lor lingu inetiłemaledicenti. Per queſto nell Eccleſiaftico, al cap. 3 8. ſi ſeggon tutte le e-giaents