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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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„ NN ID FE RSA l E. 153tri per hop poſito meritano vna corona in tegta di gar qi qlli, ch nõ ti dãnoaltro che pelligate da portarè nella cefta, ouero cho ti dãno vna giũta d un

Oo che peſa piu che la carne tutta, ouero che ti mãdlano a caſa ona carne

roſſa come vn gabaro, d vecchia come il cuco, che la maſſara ci ſpende vn

carro di faſcint, d di legne ꝑ cuocerla:e manco ſt cuoceztalche ſi tira la ſera

coi denti intorno a quella pins che nõ fanno i Cĩauattini intorno al corame.Ma il peggio e que ſto talhora, ehe ĩ heccari Sõ quelli, che incdtano da ꝑ tut-beo il dacio della carne, e quando l Inno ſu le ſpalle loro, cercano di ſtentar laSente da ogni banda, et&pre Sag giõge qualche ſoldo di piu a chi vuol cõprae. oltra che molte volte nö fan carne, e tutto il mõdo brana, poche le promeſſe de geccari ſon come le ucſſic he deloro animali piene di vto. Nel peſareanco la carne cõ la bilãcia vi urtã volontieri detro col dito, e che fan vistad Hauer la paraliſcia nel braccio, p dartenè due ò tre oncie di piu, perche tupoſſi amal tra volta tornar pil volõtieri alla lor poſta. E fe il core della cit5d, ouero de lla terra nõ faceſſe lu ricercata ſecũdo il debito, et Voſficio chetiene, io f imo ohe le ftatere loro diubꝛarebbono com ĩ ptſettt de gli oreciPhe mai ſo trouarebbe la lira della carne al pretio ch ſi cõpra. Talmenteehe ĩo ꝑ me giudico, ohe i to nome di beccaro nõ ſia flato trouato qa giudicio nell idioma noftro, imperoche gehe ti bec ca due, d tre oncie di piu, ebe

ei n be n auedi. In altra coſa di peggio fanno tulborus:t he cũprano la carne

di e vecchio morto da ſe reo, o di qualobe vuccaccia hanmãgiato ſualeh her ba ueleno fi, d che s anne gata in vn foſſo detro nel panband, ot la v lo no alla plebe, et ai villani ꝑ hioniſſima, di mò che la notte fi

gominc ia a dar all arma, è lè budella A rinono com'i cadena A, lo fomaco,

lala com un lupe il ventrè ſi diſſerra com un chiuuiffello, e tutto l corpobrõtola, ohe par chi dianoli dell inferno ui ſtianb accũ pati d tro. Ndime-10 il beccaro malitioſo piu che la volpe ſld ſaldo, e dire che lu beſtia era ui-1, e ne fan fede bar ba IMenego, e Togna xo da Sd Vito, inſieme cõ( hrifto

Forone de i pio che il popolo biſogna bauer patic xa, e fregarſila pan

eia p queſdu uolta. Hor quest; et molte alire sõ le malitie de beccarꝭ, cõgiõbe alle virtu, delle quali, ſe ſarà caſtigati n riſpetto, hauremo ibuoi le natehe, ĩ caftratti, i vitelli,le peco ne, i porci, e gli agnelli, e buoni,& a huõ mercabo, come ognuno deſiderasſe ntutbo il faftidio ſard noftro, et quaãdo ſarcmopuſciuti hene di quel diletteuol estacolo della feſta del toro fatta da eſſi,ci reſturd da grattarchil ventre la fg ra, perche pëſaremo d ingolfare un buiõ.coſſetto, e vrtaremo in und ſquudra ct oſſi, et di nerui, che ci roperd quantideti,e muſcelle haure mo in bocca. Hor ti basti intorno a fimili ꝓfeſſione.Annotatione ſopra il xvj. Diſcorſo,Gli Beccari s ſtati detti Macellarij latinamẽte da Macellũ, ilqual fu coſi detto

a un certo Macello, che nella Città di Ro. eſſercitaua molto il latrocinis,& ho

mieidio ilquale eſsẽdo cõ dã nato( come dice Iuniano Maggio) da Cẽſori, che fu-rono ꝑmilio, et Fuluio, et i ſuoi beni cõfiſcati, della ſua caſa ſi ſece il publico ma-

cello. Talche il pricipi o de Beccari quãto al vocabolo latino nõ è troppo huono.

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