1
con la fa ma d grati
—— 8
N E E RSA EL 159co ſuoĩ Mir abolani, nõ ſi farebbè coſa c haueſſe del buono, ma putirebbe la
ricetta da un Maftro Grillo lõtano mille miglia. lor pilonatemi Signori Aledici io volto un poco carta pche quel che voi fate ad altri è fatto ancora a
Vo. E di mc fliero che vi ſia fatto un criſtexoic altro che di Betonica,& biſo
gua che Hiate ſaldi allo ſcõtro della hotta, ſe ui piace. Qudti ſono quei medi-cicriſeruado C honor delrarte, e Illo de virtuoſi) che nõ ſanno che coſa peſchino,& hafta che la toga gli faceia honore cõ ſanello in dito ſe b nõ anoaccdciar tre pillole in vn ſcartoccio, come ſi vedi Quanti fan del Galeno ſu lepiazxę che nõ intẽdono mũco il Matt hiolo, ele padette de i becialis quantivimpion la tecta d e uicenna& d. Albumaſal che ſon come tati aſini allalira, nd capedo mãco il Meſue in volgareꝰ? Quãti νdciò coſtoro col ceruello da Mamalucco, E cõ la mã da Stradiotto, facedo delle ꝓue da ignorãti ſoPra la vita di Iſto,&. quel particolares quante caſe piãgono, quanti pupilli,E dolgono, quante wedoęſi ramaricano perla beſtialitd aſineſca di coctoro?ah ehe i nolti micidiali, le mani manigolde, loperationi ſfalſine dun troppoehiaro indicio, che que fti nõ ſon medici ma medici furfanti, e fciagurati nelle loro attioni, peggiori di q lo Aceſia, che curaua la podagra tutto al rouerfeio. No d uero che eſſ tal uolta di puri bharbieri diuentan dottori in Chirurgiasd Herbolarij Protoßiſicis e dalla ſpeciar i di maßtro Grillo ſaltano cõla toga in cãpagna come tãti Faloppij eccellẽtis e famoſi nõ e uero, ohe deſi-deran le pefti i mo rh la guerra ꝑ far guadagno prolõgano, et aumẽ᷑ tano l inFrmitd, per intereſſe della horſalorosporendo Iiĩherarè c un ſucco d herbefanno ſhedere a tal uno il core in medicine d oro potahile per parer unicinerimedij gagliardi baſta quetto ſeriitiale cignor ie nõ basta. ci aol vn ſiordi Caſſia, che muoua meglio la materia gli aborſt delle donne grauide, le di-e ſtoni, delle vedoc,& citelle, quando la crraturae animata, putiſcono, dacamomilla, o da ſinocchio chi le cgiona, la centaurca, o la gradomteao lalattuca d aſinoꝰò pur queſti aſini ꝑ ora gas quei dragoni pe fierex xasQuefli centauri p mon ſtruoſitde ma di gratia ſoffrite una põta di lancietta.4d fi dd il veneno a qualche Prencipe,& Signor, come volſe fare il Medico del N Pirron e il Cirxgico di Papa Lede,& come fece quel Oiudeo, chauelendò nell hoſtia ¶arlo Caluo, parui che la fackda ſappia da mineſtra, o dabrodetto e quando di ſqauragionta i medico c pagato del ſuo maleficio, paruiehe la cſcienda di Fra Stop pino,&. lla di ſier Ciapellatto habt hiano a far,i dopo il ſalaſſo nõ V increſca pig ire quefta medicł.ua di reubarbaro. Che vi par di quelle mediciue che hoi date talhora, le quali ſcorrẽdo ꝑ le budella come uno eſſercito d huom ini d ar me inducono lnmo a tale, che cõ un perpetuo flaſſo dal huco masſtrale euacua gli inteſtini,el core ſendu rĩtegno d alcuna ſortes deh quanto ragioneuolmẽte proclamau Platon nel ſuo Critone contuai Medici dicendo, che Soli Medico occidige hominem impunitas eſt. Son forſe gli huomini elefanti, o cauallisauiſurare con que ſ a diſcretioneꝭ ma perche Jorſe diranno ch io miſia rifas
——— 2