„ NIV E RS AlL. E. 3227eratia, cio l inſolente ĩmperio popolare. Fra le tre principali politie ſi tratra poi quella q ue tione molto ambiqua, qual di loro ſia megliore;& quelliche ſoſlentauo la monarchtadouero il regno di uno eſſer pill ec cellentez ſoſtẽꝛano la loro opinione con molte auttoritd,& ragioni addote per la bandaJorozimperò che Platone, riſtotile nel terxo della Politica-&. Apollo.nio tengono da que ta banda,& d loro s adheriſcono fra naſtri Cipriano, Cirolamo, Antonino Santo nella quarta parte della ſua soma, æęidio Roma.no nel ſuo libro de Regimine Principum Bartolo ne! Trattato de Regimine ciuitatum, e il Cardinale Fiorentino in c. in Apibus. 7. q..& il Bo-berio nel ſuo trattalo. de cuſtodia clauium ciuitatum. Quindi Homerodiceui( come recita Emilio) che la repuhlica non poteua eſſer retta benecõ limperio di moltiʒ& preſſo. Ari ftotile nell Ethica cõchiude. Non eſtbona multitudo principum, vnus ergo prin ceps. ę appreſſo Herodoto,Dario in una cõſulta de gonerno delloſtato Per ſiano, cõ una belliſſima oratione vinſe, che megliore foſſe il dio di uno, che di molti la onde ſn dopo daloro aſſonto al regno. ĩ leg giſti& giuriſebſolti tegono ancora loro Ito pa-rere approuato dal tefto in J. 2.&. deinde. fl de orig. iur.& p un teſio in l.3.§. Quamufs autem. ff. de adminiſt. tutor. doue la ghioſa di quel luogodice I lla ragione. Segnius expediunt commiſſa negocia plures. I Arciue ſcoso Forentino nel luogo pi edetto aſſegna que fta ragione per la parte
ua, che tal reggimento di uno rap preſenta lordinè della natura, per la qua-le ogni moltitudline ſi riducè ad un gouernatofe principale, ſi comè tutte lecaſe mobil a un pr imo mobile, che cielo. Per to uediamo nell uni uerJo eſſere vn ſolo Iddio creatore,& gouernatore del tutto nelleſtelle un Jo-le, nell api un Re, nc gli armtti vn paftore, fra le gri una princ ipale. e SanHieronimo ſopra il Salmo 14 Gad ot un altra ragione, chi molto meglioHauer paura di uno, che di pib,& che lhuemo può alſicurarſi pis da uno,che di molti. ci ſon mill altre ragioni per queſta parte, le quali taccio p eſer molto lontanè dallo ſcopo de miei diſcorſi. I modi poi di queſto regio go-nerno poſſono eſſer cinque, come diſcorrè, Ariſtotile nel tir qo della Politi-ca al capicolo decimo,& Giouâni Fabro, Stapulenſe ne commentarif ſopradi quella. l primo, quando la ſumma di tutti ĩ negocißè dato a uno per J ec.cellente ſua vi rt,& per la grandez za de henefieij e ha fatto a tutti;&71 5 il proprio modo del gouerno regio. il ſecondo, quando uno nonu auttoritd di ogni coſa in ſolamente ha auttoritd ꝑ petia delle coſe del.la guerra. il ter xp, quando uno ſe condo le leggi,&. ceſtumi della patria domina d gli altri, e ſſendo lor contenti di lane ſotto il ſuo giogo volontieri ilane, Jaando ne caſi urgenti&elegge uno che d gliſa di Signore elſereitalimperio fin che dura la ſua podeſtdiſi come erail Hittatorè Romano. il anro, quãdo uno riceue la poteb ld di tutte le coſe publicheſi nella Cittd, comedi ſaori, regge e gouerna qubile a modo ſud. Quelli che lodano l Ariſto-cratia, ciob il gouerno de gli olimati, dicono che non& meglio, per gouernar
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Egidio.
II Bohe-tio.
Emilio.
S. E iero-nimo.
AriſtotileGiouãni.Fabro.