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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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De mohene.

Falari-

5

7 47 e

D e e.reguo, Hue gono inſolenti dopo hac quibto di quellos cone f eſſempio ci dichiara in Saul,& in mille altri vſano male contra i ſudditi la poſſanʒa loru,caricando ſenq modo,&. en xa fine i Cittadini d impreftiti, la plebe di gra-ue Naa, alcuni d ungarit, altri di gabèllea pin potere, benc he in effetto quei tali ſian tiranni,& non Prencipi in quefta parte. Et quando gli oitima-ri tengono il poſſeſſo della Republica, quiui inſiemeè con eſſo loro viuono b iraTodio, e Lemulatione, per la qual coſa rariſſime volte regnano d acc ordo inſieme, andi con fattioni, con partialitd, con morti,& guerre ciuili; in danno

della republica, ſi vanno diftriggendo fra lor medeſimi. Aua infiniti ſon quelli che giudicano il gouerno del popolo per lo peggiore. Apollonio con mol.re ragioni lo diſſuide a Veſſaſtano.& Ciberonè, ſcriue nao à Plantio, dice.che nel aulgo non e ragione, conſiglio, differ en xa, ne diligenga,& il Poe·ta dice. 85 e800 deesScinditur incertum, ftudia in contraria vulgus: 8Et Othanè per ſa dice, che non& coſa pin inſolente, ne pi pa xu delimoltitudine del popolo,& proprio della plebe non intender nulla, ma prs-cipito ſamente, E. ſenda conſiglio correre ad eſſequir le impreſe, aſſomigliãd ſid unftumè, ouen torrentt precipitoſb. emo hene auch egli chiama ilpopolo mal heftia,& Platone lo dimanda beſtia con molti eapi.& Falab i,ſcriuendo ad Egeſppo, dice. Ogni popolo otemerario, par o,& da pod,prontiſſimo ogni volta che gli accadb, d mutare opinione, per ſido in cer lor deloce, traditore, fraudolenlo, vtile ſolo nella voce, Facile all in a,& alla laude,Gadulatione. Ariſtotile per quoſto nell Etica giudica, hel D, del po-Polo ſia pelſimo, percioche la plebe e capo de gli efrori mac ſiri delle cettevſande,& cumulo grandiſſimo di mali, ella pilear non ſi pu con ragioni,con alttoritd, ne con pen ſuaſioni, perohè quelle non intende,& duls-ge rißſata, alle ſuaſioni, e dura,& ostinata, i coflumi, ſuoi ſon ſempre

inconblantiſimi, deſidera coſe nuoue,& odia le preſenti, ne ſi pnò

Conſiglie

tarii.

Seneca:

raffrenar per dottrina de ſaui, per diſeiplina di pad ri, per auttoritd dimagiffrati, ne per maestd di Px en ihi, non eſſendo gli huomini prudent h;ſcolrati da lei ſi comè chiano di Socrate nell opinione de gli Dei, in Pao

10 Emilio che diſſuadeua la pigua di Cannc, in Maggio Campano, il qual(ſigliatta che Annibale non ſi toglieſſo dentro(arthagine, per eſſer troppo,ſeditioſo,& cosꝭ tutti ĩ ftati Patiſcono eccettioni dannoſe,& pericoloſe dadouero. a i 155

Vel gouerno poltico all ultimo ſi potrebbe poner lx profiſt one de Conri,&SScre glicri,&. Secretarij, benche ſian piu preſto ufſicij, ohe altro, ma per

la diligen aa,& cura con la quale molti vattendono,& per lo Husdiozche dentro ui met tono ſingolare mon ſurd coſa inconueniente dargli no.me di profſſione: Hora d queſti tuli ap partiene eſſer nel conſiglio maturiper queſto Seneca ne Prouerbij dice. Diu delibera, citu facito. nil cura-

M. Tullio. rep hoc eſt infamum eſſe. nil poſſe, hoc eſt mortuum viuere. e Tullia-

nel