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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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N NI E AS L E. 231

vel ſerondo della Rhetorica dice. Conſilium eſt examinandarum, gu-bernandarumq; rerum ſabtilis animis proſpectus. cos! ſegli appertie-.ne la peritia,&. ſuficienda. Onde Valerio Maſſimo dice. Conſultan-dum cum peritis,& homiuibusdoct is,& ab ipſis quid dare placeatexquitere,& ſi quid reprehenſum ſit corrigere. Se gli appertiene an-cora la ſecreteʒ qa.& percib Vegetio nel libro de re militari dice. Nullaconſilia meliora ſunt ſicut illa, quæ aduer ſarius ignorauerit. e tali coneglis hanno da dare ne biſogni meri. onde Gregorio ſanto ne moral i dict.Dare ſtulto conſilium, charitatis eſt, dare lapienti, oſtentationis, da-

re vero tempore peruerſitatis, ſapientiæ.& c hanno da dare da chi

tale, quale bramma eſſer tenuto ſecondo il ſuo conſiglio per questo ſantoAmbrogio nel ſecondo de gli ici dice. Talis debet eſſe qui conſiliumcdat, vr ſe ipſum formamalijs,& exemplum bonorum operum exhi-beat, in doctrina, in integritate, in glauitate, vt ſit ſermo eius ſalubr is,atqʒ irreprehenſibilis, conſilium vtile, vita honeſta, ſententia decora.oue comprende beniſſimo le qualitd d un huon conſigliero,& ſecretario, dcui in ſomma g aſpetta prudenxa grandiſſima, accortex xa iirabile, giu-dict ſengulariſſimo, uvninerſalitd d ingegno, deftre x xa di parole, oi na-duento di dottrina, grauitd di manie re, decoro di eloquena, fedeltd nei ſe-greti, intentione ottima, fine honeſtiſſimo, conſcienʒa immaculata, e vitazrreprebenſibile.& allhora vn tale ſard da pin di quel valoroſo CapitanoNicha cd lodato da Plutarco, di cui ſerius che mai errò coſa, che per conſi-glio d altri egli faceſſe, ma obi vuol vedere aſquanto meglio le conditionidv ottimo Conſigliero, legga il Pontano nel ter go libro de prudentia. NelLoltimo luogo vengono i Metaſtſici, ĩ quali conſiderano le forme ſeparate,al zano il penſiero alle coſe ſopranaturali, non contentandoſi di fermarſiin quelle di natura. Per queſto Atlitenna nel primo della ſua Metaſiſicaal capitolo tern dice, che l ultimo ſcopo del Metafſico la cognitione del.Val tiſſine dio,&. dell intelligenge irituali, perche lanima non può quietar ſi nelle coſe naturali,& wiſibili, ma biſogna che aſcenda alla cognitionedella prima cauſa ſen a paincipio,& ſenga fine. Quindi nacqnero quel-le infinite,& in ogni parte d ſe medeſime contrariè opinioni de gli Deinon meno empie, che ignoranti; percioche Diagora Mileſio, e TheodoroCirenaico diſſero, che non d era alcun Dio. Epicuro diſſe, che vera Dio,ma che però non prendeua cura alcuna dellè coſe inferiori. Pitagoræ-diſſe, che non ſi poteua ſapere ſe vi foſſe, d nd. Anaſſimandro pen ſaua,che gli Dei naſceſſero,& che per longi ſpatij naſceſſero,& moriſſero.Xenoctate diſſe, ehe verano otto Dei. eAntisthene era dopinione che vifoſſero bene di molti Pei popolari, ma am naturale grande arteſioe del

tutto. Nel ragionare poi della diuina eſſenga, chi diſſe vna coſa, chi vnn.altra. Thalete Mileſio diſſe, che Iddio era mente, il qual fece ogni co-

Vegetio

Metaßiſteĩ

Auicenna

ad acqua.(leaute, M Andlſimene diſſero, che Iddio era aere. Chri-

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