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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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„ NIV ERS A ILE. 353no o y irano d diſcorrono perche coſi ſpertano a Filoſoſi, ma inquanto trattano,&. parlano de publi ci negociſ ouero delle priuate attioni, ma famo-ſe,& ſingolari, e non vulgate,&. coſmmuni il ſuo fine, ſecondo il medeſi-mo, d narrare le coſt furte, per gibuare ad altri, benche Luciano del gio-namento ſolo come di fine proprio facci mentione. E non dubbio, che ilgiouamento non ſia grandiſſimo, ſi per teftimonio di molti auttori, comeper ragioni euidenti, che dimoſtrano il frutto,& kvtilità che da tal diſci-plina manifeftamente ſi caua per la prima Cicerone d queſto propoſeto laſciò ſcritto. Nihil earum rerum ſcixe, quæ antequam naſcereris factæſint hoc eſt ſemper eſſe puerum, cognoſcere vero res geſtas antiquitatum, exemplorumquefmemorabilium habere hotitiã, utile, decorũ,laudabileque, ac prope diuinum eſt. Gil deetleſimo dice, che Inueni-bus cognitio hiſtoriarũ ita valeta ut etiam ante actis ſeculis vixiſſe uideantut. Diodoro Sicullo, narrando la ſua otilitd, dice quella bella, e no-tabile ſenten xa. Pulchrum eſt aliorum errorib. uitam noſtram in me-lius inſtituere,& quid appetendum fugiendumue ſitꝭ ex aliorũ exem

Cicerone

DiodoroSicule.

plis poſſe dignoſcere. Per que to Demetrio Phalereo ammonina ſpeſſe

volte i N Tolomeo che leggeſſc e libri compoſti de Regno, perche quellecoſe che gli amici temono; i non ardiſcono tal volta dic hiarare a ĩ Pren-cipi. ſi trouano dentro a libri kuidentemente ſerute,& inſ erte. il predet10 Nd. Tullio, nel ſecondo de Oratore, dice. L hiſtoria una teſtimo nian qade tempi, luce di veritd, vita della memoria, ae tra della vita,& non-cia delbantichitd. Però diſſe Pauſania, che la ſmeimoria delle coſe vec-

chie s ha da c aar dalei,& non da i chori 4e Comici, ouero de Tra-

gedi. Polibio dice, che la cognitione gell bictoria e vna ueriſſima in-Hlitutione,& preparatione agli ati polirici,& una mac ftra illuſtre

Pauſania.Polibio.

a tolerare patientemente le mutationi della fortuna, perche( come di-

ce il potea) Fœlix quem faciunt aliena pericula cautumʒ le ſue vtilitdprincipali ſi cauano da Dauid chitreo nel libro De Lectione Hiſto-riarum recte inſtituendas, da Chriſtoforo Pt ⁊ęlio nell oratione ſuain Vuitembergh recitata del frutto dell Hiſtoria, da Simon Grinèo invnd Epictolu che tratta dell vtilita del legger I hiftoria, da ecuntonioRiccoboao nel ſuo commentario, dell hictoria gal Proemio di Giouan Bo.dino nel ſuo Met hodo Hifloriale; da gebaſtiano Foæio, da Antonio vipe.ran,& da altri moderni aſſasi quali diſcorrono Historia porci dinangi4 gliocc hi illuctri eſſempi della diuina ſapienxa gonernatrice de Regni,

& imperi, e lattioni honorate della vita Prilatas Po, regolare noi ſteſſi

rettamente, talche principalmonte al gouernatori delle Republic he gio-

uan ſommamente U hiftorie, cauando da gl atti ingiufti le ruine che

naſcono,& dalla giuſtitia, ch prudenxa quanto 7 vutto ſi generi O cauſi in

loro.&i priuati ancora dalle mutation di fortuna, da caſi horrendi aue-1 a 4 nuti

DauidChitreo.Chriſtoforo Peze-110.

Simõ Grineo.

Antonio

Riccobo-

0.Giouan

Bodino.