canſarum latentium,& multo ante deſtinatarum, ſuum quemq; ordi-
nem im mutabili lege percurrere.ilche par che tenga parimentè Plinio,
nel primo libro delle ſue Hiſtorie naturali, laſciando queſbe parole ſeritte.
Qaintillia Singulis ſydera tributa ſunt nobis; clara dliuitibus, minora pauperi- ö
9 bus, obſcura defectis,& pro ſotte cuiusq́;ʒ lucẽtia ad munera moftali-
bus. e Qintiliano, nel primo libro delle declamationi dice quebte parole
Filone chiarè. Fato uiuimus, languemus,& moriamur. Medicina quid pra-
Hebreo. ſtas niſi ut iuxta te nemo deſperetꝭe tanto crebbe qucſto crrore preſſo
4 Gentilh& maſbime preſſo d Babilonii,& Caldeiiche come narra Filo-
ne Hehreos nel libro della migrationè d. Abramo(offerſero ſacriſicii,&inc enſo all Intelligegesche muouono i corpi celeſtis et in tutte le loro operationi oſſeruarono il corſo delle ſlelle, come ſe quelle ſole dipẽdeſſe aſſutto la vita,& la ſalute dell huomo. Però Iddio minaccia in Eſaia Profe7a. al capitolo quadrageſimoſettimo, d queſii conſultori delle telle, chehre zgano lui,&. ſeguono la vanitdo& inſanis di queſta opinione in tuttoJalſaerronea,& empia, come quella che ci priua della liberta del liberoarbitrio, ę conſtituiſce Judio, non volontario, ma naturale agente. Laſeconda opinionè eſtrema e quella di coloro, ohe ne gano che leſtelle poſſi-uo coſa alcuna in noi, ma che Iddio per ſe fteſſo regga ogni coſd, e à pattoalcuno non communichi il ſuo gouerno alle ſeconde cauſe. la quale opinioS. Thoma he ł improbata da 5. I ho maſomella ſomima contra Gentilisal terʒo libro,ou dimoſtra, che, benche Iddio quanto albordinationeè diſponga ogni co-
1a per ſe medeſimoznõdimeno quanto all eſſecucione regge queſti corpi inScoto. feriori per mex xo de ſuperiori.& Scoto nel ſecondo delle ſentenxesalladeſtintione guartadecimas e queſtionè ter qa pones che le ſtelle operino pernatura ne corpi naſiri inchinando lanima ò al bene, ò al male: e Santodito Ago Agoſtino nel quinto libro della cittd di Dio, dice queſte parole. Non uſ-A quequaque abſurde dici pot eſt ad ſolas corporũ differentias afllatus
Damaſce duoſdam ualere Sydereos. C li Damaſceno nel ſecondo libro al capito-
1105 lo ſettimo dice. Alij& alij Planete diuerſis com plexiones,& habitus,
Pioniſio& diſpoſit iones in nobis conſtituunt. Liſteſſo conferma Dionigio Areo
Areopagi pagita, nel quarto capitolo De Diuinis Hominibus:& il medeſimo at-
9 8 1215 teftano F. Bonauentura,& Giouanni di Babchone nel ſecondo delle ſentẽ
tura. Te. Onde ſi pub affermar p vero( dice S. T homaſo nel predetto libro, al ca
Ciouanni pitolo 8g.) quel che dice Tolomeo nel Centiloquio, all Aphoriſino trige 9
N ſimo ottauo. Cum Mercurius fuerit in natiuitate alicuius in aliqua do-
— norum Saturni& ipſe fortis ineſſe ſuo, dat bonitatem intelligentiæmequlſitus in rehus:&. coſi anco le ſtelle poſſono eſſer cauſa per acid öre dalla naſtra o buona, o ria volentd, percio che quando i ſenſo è hene or adinato la volontd ſi piega,& H̃inchina d regger bene ma cgi è diſordi. N
natos per cauſa di tale inclinationt, procede malamentè nella ſua opera-f tione.