„ NIV E RSA EL E. 379tione. per queſio da gli Aſtrologi ſi ſanno conietturè ge uni,& catti-1 coſtumi,& de fortunii,& infortunii. Onde S. ThHomaſo, nella primaparte della ſommas alla queſtione 11 5. H allarticolo quartodice. Plerunque Aſtrologi uerũ dicunt in iudicandis hominũ moribus, pauci eninſant qui reſiſtunt ſenſui& nel terʒo libro contra Centili, al cap. 92.gice. Licet Deus Voluntatem noſtram moueat,& Angelus illuwinet,& cœelum ad bene, uel male agendum inclinet tamen cum aliquis fœ-lix eſt, quò ad Deum dicitur bene rectus, quò ad Angelum bene cuſto-ditus, quo ad cœlum bene natus.& nel ſecondo della Generatione, qua-e preſſo al fine, ſcriue queſis parole. Cum planetæ in Periodiali circuloerunt fortiores, plures dabunt annos,& cum debiliores, pauciores.onde ſe alcuno ſaper poteße la virti de ſegni,& delle ſtelle paſte in quel-lbconoſcerebbè certamente quanta ſoſſe Vinfluenda del cielo,&. ſi potrehbe pronoſticare di tutta la vita del naſoenter hence neſſuna di quelle coſeimponga neceſſitd, potendoſi in pin modi impedire,& da Dio& da glihuomini, perche Sapiens dominabitar Aſtris, coe atteſta Tolomeo nelV. Aphoriſmo quinto,& ottauo La terg opinione di meʒ o b quella dePin ſaggiche tengono i corpi celeſti operarè in noi, contra la va ſeconda,ma non per neceſſitd, contra la prima. Hora con queſta diſtintione ſi ri-ſhonde generalmente calonniatori dall. Aſtrologia giudiciarias che quel.44 Aſtrologia d reprobata, che impone neceſſitè nelle coſe. Ta onde nelDecreto, alla cauſa vigeſimaſoſta queſtione quinta, ſopra il capitolo: Nonicet Chriſtianis. la Ghioſa dice Non repi obatur illa Astrologie, quæA corpotibus ſu perioribus neceſſitarem non imponit, Però quella chedice le ftelle inclinarei ma non neceſbitare:d dalla CHicſas& da tutti con-
ceſſa,& ſi dice auco a caſloro. che P. Aſtrologia giudiciaria d reprobataquanto à vna certa jnuefligatione ſuperflua. ſuperdlitioſa: onde San-to Agoſtino come Sha nella canſa vigeſimaſeſta d e queſtione ſeconda alcapitolo ſors) dice coſi. Aſtronomia apud Catholicos in deſuetudi-nem abijt, quia dum propria curioſitate ei nimis erant intenti, minusuacabant kis, quæ ſaluti animarum erant accommodata:& per la ſuaoccaſions gli huomini alle volte cadeuano in Idolatria, credendo le crea-ture eſſer necelſitate da corpi celeſtiʒilche non nero, come fortemente ſoſtenta Bartolomeo Sihilla nel ſub ſpecchio delle Peregrine queſlioni. Maerche Gionanni Pico MAirandolano, Domo diin oa miracolo del mondo( ſe pur quel ſuo trattato cõtra gli Aſtrologi nb& di F. Hieronimo Sauo Bartolo-naruola, comè alcuni tengono) c allargato ſnolto hene contra h.Aſtrolo meo Sibil
gia giudiciaria;& ha dato inſieme con altri moltiſfmi gfriſi d queſti la.Aſtrologanti, ſecondo il giudicio di molti; ib andarb toccando alcune Fra Mi.obiettioni obe queſt huomo Ilulire con molti ſeglaci, fa contra loro 11 18porrò le niſpaſte del Benllatio,& di Fra Iicpele da Pirtra ſenta a.
f. N The ologo