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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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. NIVYVERSAE E. 40¹ 4de,& Panetio ſe ne riſero aſfatto, dimandando per buiile ſe Gioue haue 1comandato, che la cornacchia cantaſie dalla ſiniſtra, e il coruo dalla de. 5ra: nel parere,&. giulitio de quali cadde il dottiſimo M. Varrone, ilquale diſte quella prudentiſſima ſentena che i Dei ſarebbono otioſi,feriati da douero, ſe conſidaſſero i lor conſigli ai corui,& alle cornac- II Biondechie. Il Biondo nel primo libro della ſua Roma Trionfante, recita leſ-ſempio dun Conſule, qual fu Publio Claudio molto ſaggio, il quale eſ-ſendo auiſato, che alcuni pollaſtri fra le coſe ſacre non augurauano coſa al-cuna fauoreuole, per non uoler cibarſi, gi fece gettar nel Tebro, dicen- 5 1do. poi che non hanno uolontd di mangiare, vadind a bere. Recita pur 0Pifteſſo ancora, ohe Cicerone facetamente motteggiò Labieno, ilqual nel. i N öPeſſercito di Pompeo eſſendo intento a gli augurit, diſſe che Pompeo ſarel 1be contra Ceſare uincitore, dicendo. E noi, perche ſperauamo quefto,habbiamo poco fa perduto i ripari, e la forte ca del campo a poſta. Caſi f 1narra il medeſimo, che, dicendo Noiio, come quei della parte di Pom fpeo doueuano ſperar bene, eſſendo apparſe ſette Aquile nel campo loro, etPreſe da Soldati Pompeiani, L iſteſſo M. Tullio diſſe con moto faceto,&. 5ſolaxgeuole ehe, Lauguris era buono, ſe Y haueſſe hauuto da combatten neconta le gage per uentura. e Cicerone: nel primo de Diuinationè, raccon-7a Leſſempio di Flaminio, ilqual ſprex xb chiaramente quel genere dau-gurio detto da Romani Tripudio, perche eſſendoli detto, che differiſſe il 5 1hartere finche gli polli haueſſer fame, e(bi dendo egli quel ohe haucſ- f 1ſe pod da fare: ſe non mangiauano& e endogli riſpoſto, chi era da ſchifar 1Ia pugna, diſſe con ſcherno grande o queſti ſono augurii importanti,&. de- 1gui d oſſeruatione: che il combattere d illecito mentre i polli han fame, G.2 conceſſo quando ſono ben pieni& ſarolli: onde beffando gli augurii 1di queſia ſorte, comandò che ſi leuaſſero i ſtendardi,& ognuno lo ſe- i 1guitaſſe alla pugna: il medeſimo narra nel ſecondo libro de Diuinatione, g a fche, mentre Annibale era bandito, e ritirato in corte del Re Pruſia, 1parendo a eto che quel Re combattere doueſſe,& dicendo Re che non 0 öarllina prohibendolo li Aruſpici per cauſa de li interiori de gli anima- 28liche vietauano la pugna, diſſe. Litoi tu creder pid preſto a vno interiore 97 1

pyna vitella, che albiſperienza d vn vecchio Imperatore? Oue M.

Tullio conchiude queſſo. Quid ego Aruſpicum reſponſa commemo-rem: poſſum quidem innumerabilia, quæ aut nullos habuerunt exi- 0tus, aut contrarios. Et iui lifteſſo confuta tutte le coſe addotte da Quin-

o fratello in fauore degli. Augurii, Au ici& Aruſpici, dicendo, che lecbſte ſeguite ſono ſtate d caſoʒ&. di coſe fortuite non ſi potena predire con ö

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nellarte coſa determinata da loro ne quelle coſe I poſſono accommoda-re alla fortuna di quelli che ſacriſicano o che pigliano augurio da eſſe:&i ride M. Tullio in queſto della incontanda de gli bei, che ue prim

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