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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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NIV E RSHA E. 407ſi ben conietturate d male, d bene(potendoſt anco il prodigio, ſecondo Car ölo gigonio, interpretare in buona parte c farſi giudicti piu chiari,& fer-mi ſecondo la chiarex a.& manifeſtatione de ſegniꝛcome vella uiba d Ainbrogio ſunto, ſi legge eſſerſi fermata vua moltitudine d api ſopra la bocca.di quello, mentre era picciolo infanted che dimoftrò la futura elo que nx miracoloſu deil huomo. Et nel ſecondo de Mac habet, al dap. quinto, ſi legge,che per tutta la cittd di Hieroſolima per giorni quaranta ſi uider caualie-ö ri armati diſcorrer per Jaria con le ſtole d oro,& con haſte in mano, e1 coyſi di caualli, mouimenti diſcuti, ſtringimenti di ſpade, lanciar di dardi,fplendore dogni ſorte di armes e battaglie ordinate. Qua propter ots ro ögabant in bonum monſtra conuerti: i quai prodigii furon ſegni dati da 1Dio del ſacco futuro della cited di EHieroſolima, prima per Iaſones e poi per 0Antioco Epifane. Coſi Gioſeſſo Hebreo narra moltiſſimi prodigii eſſere ap giofeſſo 9Parſi inanʒi all ultima diſtruttionè di Hieroſolima, come quellaſtellaſplen Hebreo. Ndada ſimile a una ſpada, che ſtaua ĩminente alla cittd, le comete mortifere, 5che per tutto un anno Ii uidero ardere in arias il lumè che di notte, duran- i ödo mex horas circoudò l altarese il tempio, onde penſaron tutti che fiſſeègiorno; la vitella che nel ſacriſicto partorꝭ in mano de ſacri miniſtri una Nagnellazla fineſtra del tempio interiore, che guardaua l Oriente, ſi graue& 9Peſante, e co ſudi cadenag gi beniſſimo chiuſcoche Saperſe all improuiſoʒ icCarri,&. le carrog xe che al tramontar del Sole ſi uidero per Varia un gior-no,& le ſauadre di gente armata nec ſehiarſi fra le nubii mouimtti, e iſtrepiti ſentiti nel tempio da Sacerdoti nella feſta di Pentecaſte di nottezle uo- a 0ci horribili udite, che diccuano, partiamo di qud il fgliuol d. A nania chia- 5 ömato Cie sli huomo plebeo,& ruſtico, che quattro anni inandi: nel di della 5 Nfeſta de Tabernacoliscominciò agridare all improuiſo. V na uoce dall Orien. öte, una uoce dall Occidente, una uoce da quattro nenti ua loc ſopra Gie ö 0roſolimas e ſopra l tempio, una nocè ſopra i ſpoſi:& le ſpoſe, una uocè ſopra 0il popolo,& inceſſabilmente giorno e notte ſohra le Piaxxę intuonò queſtecoſezne per battiture da alcuni riceuute uolle ceſſare, ne per tormenti, che öli furon dati getto mai una lagr ima, andi ululando imiſeramẽte, ridiſſe mol 0U0

te uolte liſteſſe parole in mex xo de tormenti,& aggionſe anco, guaiguaialla cittd di Hieroſolima. Sard tenuto ancora per prodigio grãdiſſimo quel.che racconta Plinio nel ſecondo libro: al capitolo quinquageſimoſeſto, che 5nel conſolato di M. Acilio,& Cneo Portio, piouuè dal Cielo latte,& ſan- Ngue:& eſſendo Conſoli L. Lolunnio,&& eruio& ulpitio, piouud miracolo- 5ſamente della carne:& piouub ferro ancora i Licania, Lanno innache NM. Craſſo foſſe morto da Part hie diſtrutto l eſſercito ſuo:& nel Con- 10 ſolato di L. Paolo,& Gneo Marcello piouiè lana appreſſo il caf ello Ca- griſſano, doue lanno ſeguente poi fu morto T. Annio Milone, et nel capitoloHguente narras che nella guerra gde Cimbri,& ſpeſſe uolte ancora& pri- 58 Cc 4 ina,