406 e.ſere altro, che quando qualche coſa ſa genera ò fa fuor delbordine natura-le dell altras e ſi pigliano hora in buona, hora in mala parte. Portento marauiglioſo fu quello che raccõta Plinio, nel ſecondo libro al cap ottuagoſiano fe, quando nel Conſolato di E. Martio,& Feſto Giulio, nel Contadodi Modena due mòti corſero uno contra Hal tro, cd gran fre pito co; ando e tornando adiero, oue fbrcro vn daunno grandiſſimo a una infinitd d a-nimali. Nę fu punto minor portento quel altro nell ultimo anno dell Im-Perio di Neronc, quando i prati,& gli oliuis cherano nel Cõtado Marruino, nelle poſſeſſioni di V ottio Marcello Caualier Romano, il qual fuceuai fatti di Næronè, paſſarono da un luogo all altro, eſſendoui la uia di mexo.quell anco non fu picciolo portento, quando all arriuo di Serſe in Taodi9 ceapun platano diuentò un oliub. i Prodigij coſi dettia prædicendo, ſeconarte do Nonio Marcello, e piglianoſempreè in mala parte, eHſendo come ire,&minaccie degli Dei. Ma gli antichi accettauano per prodigij ancora coſeridicoloſe,& le comm entauano come coſe degnè di grandiſſima cb ſideratione. Fra queſte recita Plinio, che al tempo della guerra di Sicilia ſmontatoſul litto Auguſtos un peſve li ſaltò ſui piedibondegli Augurile diße-rod che Nettuno hauea riſiutato Seſto Põpeo per ſgliuolo,& l hauea ad.dotato lui e talche queſta picciola coſa fu um prodigio appreſto a loro perM. Tullio, Seto Pompeo. e M. Tullio nel ſecondo de Diuinationè, ſi ride, che folſe preſo per un prodigior che i topi inanʒi alla guerra dè Marſi haueſsero rodusto intorno acerti ſcuti militari:ouè dices che ſe que to ualeſſe, hanendoliroſo i toi ancora alui i libri della Repub. di Platone, ſarebbè di biſagnoaccettarlo per prodigio,& hauer timore che qualche ſtrano acoidete nonaccadeſſe alla Repub. Romana per ſorte:e ſogglunge un motto ſacetiſimo,dicendos che ſe per ſorteè il libro de Voluptatè di Epicuroʒ li foſſe roſo eglifrebbe gindiciod che laſalſiccia s haueſſe a incarire da ſalſictiari. e finalemente beſſandoſt di coſtoros ehe pigliano ogni coſei per prodi gio, narrs oſieun certo interprete di que ti prodigij, eſendoli riferito per coſa prodigio-ſabchje un ſerpentè in caſa ſi foſſe auolto intorno a ĩ gangheri della porta,diſſe prudttemꝭte, che queſto nõ era marauiglia, ma ſi bene ſe i gangheridella porta ſi foſſero rauolti intorno a lui. Onde all ultimo, parlando ſoda.me te, dices che quei tre graniche furon trouati nella bocca di Mida quando era putto,& l api che ſi fermarono ſu le labhra di Platonè; e il ſuondell armi nel tempio d Hercolè appreſſo a Tacedemoni; e Vaprirſi dellePorte improuiſe del medeſimo Dio in Thebhe; ei ſtuti appeſt in alto ritro-uati in terras coe tutte acrettatè come per prodigij, d furon coſe falſe, òſucceſhe a caſo per qualche motosnò daſarui fondamento ſopra. Con tuttocio diciamo alcuni ſogni poterſi dar da Pio,& danſi in ffitto di quale he futuro auenimento, da quali non ſi può predire indubitatamente, ſe nonher diuina reuelatioue, coſa determinata inandi che la coſa e ma8 5 g ben
Plinio.
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