436 D E AM AAde martelli ey dalla percuſſone delle corde diſteſe: Nondimeno NMosd nel̃ Suarto capito lo del Geneſi ne fa inuentore Iubal, dicendo che Ipſe fuit pa5 ter canentium cithara,& organo. Et le ſue note cantabili, her conſenſo4. en yvniuerſale:furon trouate da Guidon da. Area go, huomo per cauſa di que-Are Xu, ſta inuentione meriteuoles e degno d immenſo pregio,& d infinito honorè.Hor ritronata queſta eccellente diſciplina, conſeguito marauiglioſo quaſida tutto il mondo& ſtata notabilmꝭte abbracciata. Gli. Artadi( ſe non mẽte. Atheneo nel terxo decimo libro delle ene deſuoi Sapienti) haucuanober legge d impararla fin da putti, per cantar gli Hinni ordinaii in honoręN de lor falſi Deis s obligauano alle leggi formate da Timotheo,& PhiloſeThilocho ſeno muſici intorno d queſto, riputando coſa brutta, cx diſforme il nõ ſaper5 chilo- antare. Appreſſo d gli antichi tutti dice Philochoro, che fu coſtume di cãcho. fare, mentre ſacrificauano d Dionigio,&. d Apollo. onde Archilocho feri-ue quoſte parole. Sic Regis Dionilij pulchrum cantum Dithyrambicumincipere noui, uini fulmine mentem percuſſus. Appreſſo d Greci mafſi-mamenteè fu honorata la miſica da douero; onde Themiftocle AthenieſePer quanto narra Cicerone nelle Tuſculane) fu riputato perſona indottaser hauer ricuſato in un conuito la lirase il canto inſieme:& per il cõtra-Quintilia io f lodato Epaminonda Thebano, pereſſere erudito coſt nell vno, come8 nell altro. Quindi narra Quintiliano nel primo delle ſuè inſtitutioni, che faun prouerbio celebre appreſſo a Grecis che gli indotti ta da longi alle gra-N die,& alle muſe. Licurgo delle duriſſime leggi auttore tenne che la muſia-ca foſſe dalla natura data all huomo, per ſopportarè pill ageuolmentè le fatiche humane, e però la poſe d Lacedemoni in gratia ſommamente. Che divo de gli auttori illuſtri che Vhãno marauiglioſumente celebrata Platonela gtimo eſſere vna ſciẽza neceſſaria(come atteſta Quinbiliano nel primodelle ſue Inſtitutioni) all huoimo ciuile, ohe egli Politico chiama. HomeroNatale dice di Achille, che gli cantaua le lodi, 1 Pregi de gli luer heroi muſide Conti calmente;&. di Phemmio dice ancora i ſequtti verſi tralotti da Natale de iConti. Plurima norat enim ſnic oblectamenta virorumFadta Deumqut hominumque canit quæ plurima cuntor.La qual conſuetudine dice Pin one nella hiſtoria de ĩ Perſi eſſere ataDinone. ancora da i Barbari oſſeruata. l. Athenieſe Pamo ne diſſe ancora ᷑gli in ho-Damone. ore della muſi can c he le anime liberali& buone ſi dilettano di cantar delle lodi noluntieri, ma Vinique& ree ſon ſolite di operare tutto il contrario.Et Eupoli Comico formò in ſua lode quoſti verſi.Res eſt profunda musica atꝗ us flexibilis,Inuenit& ſemper nouum voleutibusConſiderare.—
1 2Axißtotile nella ſua Po laſſe la muſica eſler fru le
Eupoli.
7
N
9Ofala la quale i giouenetti in
House Au,54
5