Magnani
456 eHaloſo da loueroeimperoche Plinio hattribuiſoe in vn luogb ai ciclopi,quindi finſero i latini Poeti quei tre fieri cicl oi Sterope, zronte, ę Pi.ſac mone, cõpagni di Mulcano, fu bricarè i fulmini di Cioue dẽtro alla ſpe.lunca fumicoſa. Clemente Aleſßandrino Vattribuſce ai Pannonij. Strg.bone nel quartodecimo libro laſſegna a i popoli Telchini, dictdo, ohe furo10 i primi che fecero d gaturno laſcimitarra. Dodoro ora agli Idei Dat.till hora a Vulcano lattribuſee Cioſeſſo Hehreo,& prima cdheſſo la ſc rit-tura ſacral aſſegna apertamente a Tubalcain, dict᷑doſi nel Geneſi al quarto, ohe Iple fuit malleator& faber in cuncta opera æris,& ferri. Te ſuegualitd conditions,& particolaritd a parte a parte ſi ſcoprono nelle ſpeciediuerſe, nelle quali ſi diuido, concioſia chei Magnani ſtiano quelli che Safefaticano quali d ſouerchio, maneggiando peſi graui,& flando alla faccia
del fuoco della fucina aſſduamentè ritti per non poter altramente molli-
Vänuccio
Hicareè la dure z xa del ferro, ſe non col mex xo di ben ſcaldarlo,& B halli.lor nel qual luogo( come dice Vanuccio Biringocio nella ſua Pirotecnia laPerſona ſi agita ftranamentè, for c grãdi& groſſe tanaplie, mettendo ilFerro nel ouor del fuoco, hor cauddolo per uederio et darui ſopra ſab bione,0 uo altra terra, hor ponendo nuoui carboni, hor bagnando, e reſtringꝭ40 Al fuoco,& hora nettadolo,& al fine cõ poſſenti mage,&. graui martelli hattendolose tirandolos talche i miſeri operanti guflar non Hoſſono alcuna quletepſaluo la ſera, che dalla trauaglioſa,& liga giornata che berlor comincia al primo cdto del gallo, al intto ſtracc his e tal uolta ſonza cuvarſi di cena, addormentano, ma al fine biſogna di nuouo riſuegliarſiʒ efur quel che ĩ maeſtri principali ordinam loro, come anchore, ancud ini: custhene da muraglie, artelarie di Ferro, chiaui da incaſtrar muraglie, cade-naxxinomeris vaghiesſecurd badili,appè, raffelliſeghetie, falci, ſeghe,manerini, ſcob bie, ſcarpellisaſcie, triuelle, lime, ſchiare, flbbie, lame diFerro, fli di ferro, chiodi, cauiglie,& altri ferramenti tali. k tuttoconſiſte il ben polire,& ben ſcaldare il ferro che vogliono lauorare,&
in vna certa patienza di ben garbeggiare la coſhe condurla col marteł
lo, e con la lima, d ruota alli termini ſuoi,& lauorando di ferro,& accia-ro inſieme, hiſogna ſaper ſaldare, hollendo quel che ſi fa, con rame fi-no dandogli il ſabbione, ò tuffo, o altra terra che fonda, accio nel bol-lire lo difenda dal fuoco, tanto che li reſtringa dentro il uigor del caldo.Biſogna ancora intenderle diuerſe tempre dacque, o ſughi d herbe, òogli( ſi come anco nelle lime ſi egſtuma con Vacqua commune)& ſapergli colori che il Erro, aſfredelandoſt, dimoſira, come il bianco detto d ar-gento, il giallo detto d oro, Pagurrigno, o pauona o detto viold, e f.nal mente l cinerigng,& ſmorzarlo pin& meno, ſo condo le tempre. Bi-ſog na anco ſaper toccare il luogo ou ſi uuol temprare,& diſponerlo,cot toccarlo con ſapone, ò con la puntu d un corno di caſtrato, menteche