. NIV ERSC AE E. 459gyeca,& con un eſfegatoio di gloppa le gatu alla pienta dun ferro; oueropPreſblo con un paio di tanagliesſi ua per tutto fre gando,& fuori,& den-tro attaccando lo ſtagno in modo, ohe gli uaſi paiano d ang ento bruniti. Etchi di queſto lauora in tal modo, lo ricuoce ſbeſſo& lo ſpegne in acquain urina ſalata,& anco ſpeſſo con ſcaglia di ferro lo re gas pe nettarlo dalla nigrodine della ramina,. caſi lo purgaiſi trouano in queſbartè il ma-tro ramario, o calderaro, e i ſubi incudlini, cĩob il caſtello, l ĩncudinellasl incudine dal corno lungo, il martel da penna, dalla bocca pianas da xinolge 0re, da compire, le tanaglie da morſo, da fucina: gli ſcopoladori, le ciſore, ilpalo, il fondere in panetti,baltere al maglio, batter co martelli,o per dentro, o per di fuori. Es ſi trouano appriſſo ĩ uaſi di rame, ele maniere loro,cioꝰ il caldaro picciolo. el grande ſecehio picciolose grande, concherſcal-dalettiſtiſorescuocome, tegami, padelle: ſcolatoris meſtoles ſagnate da mine ſtra& altre coſe tali. Preſſo d gli antic hi nella ramaria fu celebre Mamurio: Onde Vertunno preſſo d Propertio nel 4. libro ſi glorias che ilſuoſi propertiomulacro di rame foſſe formato per mano di Mamurio. I Conzalaueſi uen Conzala-gon preſſo a coftoro, ue hanno altro uſicio che cbaccommodarè i paiuoli.rotti detti latinaments leberes,& da S pagnuoli Eſcalderoni de cobre,de quali ſu mentione Virgilio nel quinto delh Entida oue dice.
5 Tertia dona facit geminos exare lebetes. 5Iſtagnarini, d peltrariſon quelli che lauorano in ſtagno, ouero peltro com 5pofto di piombo,& di ſtagno inſiemè. Eſſ sõ quelli che fanno piarti:ſtudel trari.le, ſcudellinistondi ſalini, boccali, boccalettiafiaſo hi haccinette„ fondelli,et coſe tali gli naſiſon gettati da loro in forme di tuſſo bianco d uno d unoGſaldadoſi poi inſieme con un ferro al biliga d una ruh da girare d ma105&. cð un ferro al quanto torto, c habbia il taglio bordo/ torneggiano,
& riducono ſottili,& al garboda poi con um pedo di pãnolino,& iin poco di tripodi ſpolueri⁊ato ſi bruniſcono,& cuſi uãnoſi ſiniendo.& nell ar
ke della ſtagnaria ſi batte lo ſtagno come ſi fa Loroʒ ſi fanno fogli ſottili ſi-
mili d quelli della cartasc he ſi dimandano oro, ouero arge to flagnuolo,&gon una indoratura ſi ongono,& cõtrafaſſi il colone d oro nelli legnami, dnelle coſe obe ſi uoglion moſtrar dorater cõ pochiſſima ſpeſa. Et queſti ſta-gnarini d peltrari ſono dalla feccia inßma del uulgo, come qͥlli che il pindelle nolte non han manco hortega propria da lanorarui dentro, ma lauorano ſotto un portico del commune,& nas gridando per le contrade, chiunol ſtagnar padelle, paioli, caldare,& altre Vagatellevtirando A un hex305 e a un holognino piu che nõ fa un furfante à un tox xo di paneʒe ſon pa 2renti da canto del moſtaccios& delle mani de mag nani,& bag qacami-ni hauendo queſte due parti ſempre lordes eo hanno i guattari da cuci-nalor featelli. Et oltra di cib pan che ſiano di mal augurio, perche,; quan.do coſtoro inſiemè coi az Ruucamini uanno in uolta per la cittd, 10 115 il5 3 ö caſtel-