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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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„NIV ERSC AE E. 477

Si oglij nella curatione delle piag he,& dell ylcereè inſtolite di grandiſßma liga la virtu del fuoco. Cõ queſtartè ſi fal Elixir coſi cordiale inut᷑ta10 da ſoli diftillatoriil quale d un certo modo ingiouaniſce V huomo, li pro-longa la vitas lo rinnoua di dentro,& quaſi nouella Fenice lo rende d gliocc i altrui ſpettabile,& marauiglioſo. Però beniſſimo, conchiuſe T ha-maſo Eraflo nel ſuo libro de Metalli, che Vis abſoluta eſt ars medica ſi-ne deſtillatoria, Iinperò che, ſe non foſſero lac que diſtillateſ i licoris gli o-gliße tanb altre materie, che ne vaſi di vetrosd argent,& or(e endoquelli di piombo reprobati da Nichele gauanaruola nel ſuo libro dell acua ardentè intitolato d Leonello Eſtenſe Marc heſe di Ferrara) ſi diſtilla-uo, io non ſo come potrebhono i medici introdurre acconctamente mai ladeſiderata ſanitd nel corpo dell huomo. Ma fanno queſti deſtillatori anco-ra loro coſe indegne dell arte qualche volta e contraria all honorata pro-feoſtone, c hano preſad percioche nõ mãcano detro all oſficinę loro acque dimille ſorti per meretrici, e Ganimedi, da deſtar la laſciuia che foſſe addor-mentatase tante uarie ſorti di helletti procedono parimente da queſt arteAlchimiſtica, laquale ha preſo commercio con getilhuomini,& Signori,in balſami artifctatidin aceti fillati, in ogli ſaluberrimi, in elettuarij an-gelici,& con meretrici,& ruffiani, in biacche, in canfore, inſolimati,& inmille poltronerie, che le rdono, piii che carognè ammorbate fetidese puxzolẽti appreſſo a tutti. Io tacerò ꝑ honeſid quell acque, et quei ſug hl, i quali ſolo in atti,& opere dishoneſte vuſano tutto il di dalla infameè e vitioſaſcuola di queſti ſcorretti, pche tal bora col mio dire non imparaſſero i piuſemplici la malitia inueterata di queſte pſone laide, oſcures ex vituperoſe.Ne anco dird le furbarie che fanno alcuni cõ queſti oglijſtillati:& co quèſie acque, dando d capire al mondos c he ſiano ac que di cedrodi nard co, digelſomini, di Garofoli, di ſpicco,& gli di ſaſſo, di tartaro, di ſolfere ne ritègono d pena una minim particella di quel tanto, che la malitioſa linguafabrica aſtutamente appole orecchie di queſti,&. di quell'altro. Allulti-mo poc hi diſtillatoriſono che non facciano del medico d più potere,& preſumono rto di alcune iſperiẽd e d caſo p ſorte prouaterchie, ſe naa tenernun conto di regole, ne di canoni medicinalis uan ꝑ le caſe medicado que-Sto e quelloze molte uolte applicãdo i remedij al contrario, dano occaſtoneagli infermi di chiamarli degſtlatori in luogo di deſtillatortdecfladoi corpi cõ gli onti calidi,& eccesſiuis come interuiene d chi ſi da dell imperi-tia,& ignorag a loro. Et hãno anco una parte irrationabile e gtolta alcunidi esſiche ſi compiacciono tanto in coteſte loro acque: c ſughi, che fan-no del Mat hiolo affatto appreſſo alla brigata cõ ttæ riſa& cio cc he xu.che direſti talhoras che haueſſero fitto il capo, e il uiſo dtro aun lambiccodiacqua melata, cotanto ſi addol ciſcono cli parlar di herbe diuerſes di lunaria, di I hapſias di genpentaria, di Pentafilon; di Ferula: di entaureas