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„ NIV E RI AL E. 387chiamano aſueſtino, perc degli ł ineſtinguibile. Scriue Anaſilao, ch e,ſe vn al bero inuolge con vn lenquolo di que fto lind ſi taglia,& non ſisttono i colyi. Popo quefto ſuccede di pregio il biſſino, ilquale naſce nellaMorea, appreſßo la cittd di Eli, per delitie delle donne,& gia un gambodi queſto( dice Plinio)è ualuto quattro denari, comè ſe foſſe ftato oro. Queſparteꝛſe ben è utile,& neceſßſaria ancora 2 gli huominianõ& però teuutasſe non vile, perche il meſtiero è baſbo,& Hoco netto hauendo ilinaruoliſempreè la berettase i panni imbrattati di letti di lino; come i ſcartegi-
ni di quei di land. lintentione di quest arte d attribuita da Plinio nel ſet-
timo ad. Aracne vergine Lidia: ma Polidoro Virgilioꝰ di parere; che gliantichi Hebrei uc foſſero gli inuento ri. dal meſtiero di queſti ſuccedono iCordari, douè ſi nota eſſo arteſice con gli inſtromenti ſuois cioò carriò mat2, O ſordi, le maſuole v i molinellile hotticelle; i tornellisle volandole, iforconi, i paluſcellille manouelle, la mad xa di ſerro le maglie, i capi. epoi il ſilare, el torcere. e qui ſi troua lo ſpago con le ſue manierè, ctotſot-tile, e groſſo ve le giauette, e igomitoli dello ſpago: e coſi la corda, e ſuemaniere, ciotſottileng roſſba, Horx ata, paragalli, ſbarcinelle; ¶parcine, ſar-tie, gommene,& altre tali. Co i primi Saccompagnano ancora i Teſſa-rich ſecondo Plinio, hanno hauuto Horigine loro nell Iſola di Coo da Pã
Anaſilao.
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Cordari.
Teſſari.
fla donna moglie di Plate, la qual fu la prima, cheſßercitaſe al mondo
que to meſtieroʒ benc he ſi poſſa por di leggiero nal numero di quelle co-e che troppo arditamenteè riferiſee queſto auttorè. E quell antica etadehebbe molte perſone in cotal mectiero egregieicome Pholoe Cretenſe dõna di gra giudicio in queſt arte; celebrata da Virgilio nel quiuto dellaEneida, in quei uerſi. 5 A880 aOlli ſerua datur operum haud ignara Minerua,5 Creſſagenus Pholoe. ecoſi Penelope da cui la tela fu detta Penolopea, Q Icariote per eßerel-laſigliuola d Icaro. Onde Ouidio nel terzo libro de Ponto diße.Morte nihil opus eſtnihil Icariotide tela. iLa madre Eurialo anch eſſa preſſo a Virgilio nel nono ſi dimoſtra teſſi-trice in quei verſi. 5 fVeſte tegens, tibi quam noctes foſtina, diesq̃;Vrgebam,& tela curas ſolabar aniles. fValerio Flacco nel primo dell Argonautica induce Zeda madre di Caſlorede Polluce attenderè a queſb arte, ſcriuendo. öIlis Tęnareo pariter tremit ingea fuco üPurpura quod gemina matar pectabile telaDuæit opus.Et claudianoſeriue di Theti.Ipſa manu chlamides aſiro texe bat,& auro.H) 4 Et
ValerioFlaceo.
Claudia-Noe