522 1 4% 2 2 05
rotta,& interrota da monſtruoſe imagini& figures che l inuiluppano inmodo, e di tale ſmania& freneſia circondano il capo, che da infinite coſèintricato non ſa done riſoluerſh& qual coſa deb pin ricordarſuò le co-e principali intente, o limagini diuerſe per ęſte fab ricate, E coſa notabi-lech fraſenſiintoriori dell huomola memoria łil pit raro,& ęccellen38 e,& il theſoriero,& cuſtode di tutti. Pero A Zullio diſſeschᷣ ella vn documdto eſpreſſo della immortalitd dell anima,& diuinitd nell huomo. Etil famoſo Plinio la chiama hene ſommamente neceſſario alla vita Et Plusrarco Antiſtrophon di diuinitd: che vuol dire equiualenteè di virti alla diAftanio, viinibd, poi che rede il paſſato preſente,& eſſa d vno armario di tutto quello che impariamo inteuliamo,& vedemo. Aſranio ſerittore nobiliſſi-mo, per commendarl as diſſe, che laſapienxa era ſigliuola di lei. Hora iFiloſoſ la diſinguono in due parti,& Luna chiamano apprenſiuas laltranitentiua perche vna facilmente apprende, el altra ageuolmente ritie-Ariſtotile ne. E Ariſtotile& queſto propoſito dice, che gli acuti d ingegno ſono preNi nello apprendere,&. languidi nel ritenere, e i rox gi per il contrariocon diſtcoliq ricenono,& apprendono ma Io ſaſtentano pil. Onde Plu-tarco dice, che negli huomini accade come nt vaſis c' hanno molto Hrettala hoccaii quali ſon molto diffieili da empire, però ſono in minor pericoJo di ſßparg erſis coſi ſono i roxxi d ingegno;& li acuti ſono comè ĩ vaſiThoma gala bocca langa, i quali verſan facilmtte quel c han di dtro. K S. Ih⁰85 maſo da leſspio della impresſione che ſi fa nel metallo,& di quella chefee nella cera, paragonaudo l una à quęſto,& l' altra all altra. De fun-Auicenns ciulli particolarmente dice Auicenna nel ſeſto de ſuoi naturalis che. ſe hene han kenero ingegnos con tutto ciò tengono a mende aſſai, perche hannoLanimo ripoſato,e ſenxa carico di penſſeri, ondele coſe piu tenacementeſi fermano inloro Ma S. Thomaſo rende vn altra ragione dicendo, che lecoſer che canſano notabile mouimento nell huomo, reſi ano piu ferme nel-la memoriæ et perche ai fanciulli la maggior parte delle coſe paiono nuoue& grãdii per queſto gli reſtano nella memoria ſalde& fiſſe. Queſta memoria? quella, che da gli oratoriꝰ podta per vna delle principali partiQuintilia oratorie. Indarno( dice Quintiliano) ſiamo inſegnatiiſe ci ſcordu quel tan-uo. to che hab hiamo imparato;& queſto medeſimo commàdas che quoeſta potenga eſſercitata ſia, per luſo,& leſßercitio mirabilmente bacereſce,& coſi di naturale diuenta artißciale. Lartifciale ꝭ Juella, ch eſſendo 07ferta da Simonide a Themiſtocle Athenisſes riſpoſe( come nota M. Tullionel primo del ſuo oratore) che piu volontieri hauerehhe accettato hartedella oblinione, che quella della memoria, perche( diſb egli) di molte coſemi ricordo che nõ vorrei ma nd poſſo ſcordarmi di quelle chyjo vorrei. ErQuintilianoſchernẽdo l artiſcio d Metrodoro, diſſe che laſua fu vanitd,G
Fuoò flare da ſe medeſima ſenʒa memoria naturale, Ia quale ſheſſè volte?